Ieri sera ho scoperto che se ne e' andata, dopo anni di sofferenza, la mamma della mia migliore amica d'infanzia.
Mamma mi ha chiamato per dirmi del funerale, per darmi l'orario e sottolineare che tanti anni trascorsi insieme mi mettevano nella posizione di non poter mancare e di rendere nota la mia partecipazione al dolore immenso di A. e delle sue sorelle.
Sono partita dall'ufficio, ignorando un paio di commenti acidi, con poca voglia di esser presente in una giornata di tanta sofferenza. Io sono allergica alla sofferenza. Forse ne ho mangiata troppo da piccola (capitasse con in cioccolato!), ma ora la rifuggo. Giro la testa e fingo che non sia capitato nulla. Non sono da funerali. No. Non io.
Arrivata nel mio vecchio quartiere, complice l'introvabile parcheggio, ho cominciato a girare per le stradine della mia infanzia. Qui abitava Tizio, qua Caio... qui mi appostavo per vedere quel ragazzino quando avevo 13 anni, la' portavo a correre il mio cane.
Le memorie mi si sono attaccate addosso come sudore estivo, tutte insieme, riportandomi a quando a casa di A. si faceva merenda, a come giocavamo a pallavolo davanti al suo garage. Mi sono ricordata dei giochi di nascondino - quando ero piccola io e si contava fino a 50 - delle prima confidenze, dei giri in bicicletta e le camminate per andare a prendere l'autobus con la sciarpa che copriva tutto il naso, in inverno.
Nei pochi minuti di passeggiata dalla macchina alla chiesa ho rivissuto anni di storia: l'edicola, noi due che camminavamo per andare all'oratorio, le cicche a forma di pallina, il negozietto dove si prendevano i gelati. Il mio incidente in bicicletta e il pulmino che ci portava a scuola.
Con A. ho fatto tutte le scuole, dall'asilo all'inizio del liceo. Con sua mamma ho fatto tutto il liceo, visto che e' stata mia insegnante di matematica.
Diciotto anni di vita sono parecchi: ci siamo menate, abbiamo fatto le cretine insieme, siamo state a Gardaland e all'Aquafun, abbiamo riso fino alle lacrime e pianto tutte le nostre lacrime. Io ero con lei quando e' morto il suo papa'. Lei era con me 6 mesi dopo, quando e' morto il mio.
Poi ci siamo allontanate, a poco a poco - anzi, molto velocemente.
Senza motivo. Con enorme sofferenza, almeno da parte mia.
L'ho rivista dieci anni fa, collega di un ex-moroso, ma con la mia vita di viaggi non siamo riuscite a tenere un rapporto. L'ho pensata tanto in quest'ultimo anno, in cui Streghetta ha cominciato l'asilo e ha trovato una migliore amica tutta sua. Spesso ho osservato Linda e Strega camminare per manina, raccontarsi le cose nell'orecchio, essere tristi nel lasciarsi, e mi sono ricordata di essere stata io, un tempo, piccola e con il contrassegno, a camminare per i corridoi della scuola forte di essere migliore amica della mia A.
A conclusione del funerale volevo dileguarmi, non pensavo di riuscire a fare le mie condoglianze.
Mi sono avvicinata alla sorella maggiore, pensando che sarebbe stato abbastanza.
La sorella mi ha pero' indirizzato verso di lei, la mia "Linda", la mia prima amica vera.
A. mi e' crollata tra le braccia, come quando avevamo 13 anni.
Si e' lasciata completamente andare. Esattamente come quando avevamo 13 anni, quando io ero il suo specchio e lei il mio e sapevamo di essere l'una il pilastro della vita dell'altra.
Ho sentito tutto il suo dolore entrarmi nella pelle e strizzarmi le budella.
Avrei voluto tenerne un po' dentro io, toglierne un po' a lei.
Non importa quanti anni passano, certi fili non si spezzano. Non si spezzano perche' - come dice la mia mamma saggia - non sono fili che partono da te e ti legano ad un'altra persona... sono fili che partono a te e tornano a te. Sono i fili con cui e' stata tessuta la tua storia.
Me ne sono andata con il cuore graffiato e tanta voglia di non andarmene.
Spero tanto, spero veramente di avere una seconda possibilita', in questa amicizia cosi' grande.
Prometto di metterci tutta me stessa, perche' l'ho sentito forte e chiaro, che non e' una storia finita.
In fase di adattamento temporaneo, cercando un futuro che sia fatto per noi, stiamo a poco a poco amalgamandoci con gli autoctoni, e questo mi crea crisi di panico notturne.
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giovedì 7 giugno 2012
domenica 7 agosto 2011
La vita che cambia
Zio Cecca si prende carico di un bebe' alieno e due elfetti saltellanti e li porta nei meandri della fiera del biologico, alla ricerca di uno spago per i loro palloncini... per la prima volta da secoli la mia migliore amica ed io siamo sedute su una scala, sole, con in mano un bicchiere di vino, alle 10 di sera.
"Sole, come ai vecchi tempi" faccio io.
"Tranne che ai vecchi tempi eravamo te ed io giovani, sullo scalone a Montmartre, circondate da fighi della miseria; mentre ora siamo sulle scale della biblioteca di Polpe a prendere respiro mentre il Cecca fa da babysitter ai bimbi" fa lei.
Commemoriamo con una foto di noi sopravvissute a questa vita ubriaca - stile THE DAY AFTER - e ci promettiamo che presto si parte per Parigi. Anche solo un weekend. SOLE.
"Sole, come ai vecchi tempi" faccio io.
"Tranne che ai vecchi tempi eravamo te ed io giovani, sullo scalone a Montmartre, circondate da fighi della miseria; mentre ora siamo sulle scale della biblioteca di Polpe a prendere respiro mentre il Cecca fa da babysitter ai bimbi" fa lei.
Commemoriamo con una foto di noi sopravvissute a questa vita ubriaca - stile THE DAY AFTER - e ci promettiamo che presto si parte per Parigi. Anche solo un weekend. SOLE.
sabato 30 ottobre 2010
Serata bresciana
E' una sera di luna a spicchio di pesca, un po' dondolante, tutta circondata da stelle.
Peccato che abbia messo un piede in una pozza di vomito all'uscita dal cinema.
Rovina tutta la poesia, mentre guido verso casa di mamma, la radio a palla e le signorine della notte ogni 50 metri a scandire il viaggio come i colpetti del metronomo quando impari a suonare il piano.
Spero che per lo meno il vomito porti fortuna quanto la cacca. Cinque minuti prima del mio primo esame universitario mi ha colpito in testa un piccione, ed e' stato un trenta e lode.
Domani succedera' sicuramente qualcosa di meraviglioso.
A parte tutto, la serata bresciana e' andata bene: mi sono ritrovata al cinema con le solite amiche, quelle "copertina di Linus", con cui non bisogna impegnarsi perche' sanno come sei.
Ho sperato invano in un film che invece si e' rivelato tanto strampalato da risultare apocalittico, ma ho riso tanto e bevuto un caffe' con cioccolata, alla faccia della Peppina.
Poi ho regalato un sorriso al ragazzo dello sgabbiotto del parcheggio, sopportando le "accuse" di essere un perenne flirt. Ma dico, che palle deve essere lavorare allo sgabbiotto del parcheggio, soprattutto di notte. Bisognerebbe uscisse una legge che rendesse obbligatorio a tutti sorridere alle persone che fanno lavori tanto antipatici... e lo dice una che per anni ha servito birre alla gente della notte vestita da tirolese (io, non la gente della notte)!
Le mie due considerazioni finali su questa notte di luna e vomito:
1) passando di fronte al Lio mi sono resa conto che la notte e' dei giovani e belli. Mi sono persino detta "moh mi fermo e vedo se c'e' qualcuno da salutare, come ai vecchi tempi", ma poi meta' della gente presente stasera, ai miei vecchi tempi stava a casa guardare i Puffi, quindi ho tirato dritto.
2) quando uscendo di casa una si dice che spera di non fare un incidente perche' non ha seguito il consiglio no. 1 di tutte le nonne e non indossa biancheria coordinata, vuole dire che il tempo delle notti selvagge e' definitivamente finito. Ogni tanto manca, ma poi che bello entrare nel lettone bollente e profumato di bimbi addormentati?
Da Brescia e' tutto, me ne vado a dormire...
domenica 19 settembre 2010
HO ANCORA QUEL NON-SO-CHE
POST NON POTUTO POSTARE IL 4 SETTEMBRE 2010
Serata di addio e festa di compleanno, jeans pre-gravidanze (finalmente!) e capelli al vento. Crepi l’avarizia, anche un velo di trucco.
Mi sono divertita tantissimo, erano mesi che non uscivo a ballare e il gruppo di amiche dai mille colori e provenienze e’ stato uno dei meglio assortiti della mia storia notturna.
Mi sono resa conto di essere molto arrugginita quando – dopo una bottiglia di champagne offerta dal grande Franz, proprietario del club – tutte si sono messe a ballare con sconosciuti, tranne la sottoscritta.
Stile carta da parati quarta ginnasio, per un momento ho anche temuto di aver perso non solo la verve ma anche il mio fascino, di essere veramente avvizzita tra problemi e trasloco e futuro incerto e amicizie fasulle e.
Poi, all’uscita, mi rincorre un pisquello di si’-e-no una ventina d’anni, che ballettava intorno al mio gruppo di amiche. Il suddetto mi guarda da sotto l’acconciatura emo-biondino, e mi chiede se ci vendo spesso, a Pradva, e se mi puo’ rivedere.
Sorrido, gli do un’appuntamento per la settimana a venire (che non verra’ mai, ma il resto della gang lo adottera’ di sicuro) e me ne torno a casa gaggia gaggia, che non saro’ Demi Moore ma quello poteva quasi essere mio figlio!
Serata di addio e festa di compleanno, jeans pre-gravidanze (finalmente!) e capelli al vento. Crepi l’avarizia, anche un velo di trucco.
Mi sono divertita tantissimo, erano mesi che non uscivo a ballare e il gruppo di amiche dai mille colori e provenienze e’ stato uno dei meglio assortiti della mia storia notturna.
Mi sono resa conto di essere molto arrugginita quando – dopo una bottiglia di champagne offerta dal grande Franz, proprietario del club – tutte si sono messe a ballare con sconosciuti, tranne la sottoscritta.
Stile carta da parati quarta ginnasio, per un momento ho anche temuto di aver perso non solo la verve ma anche il mio fascino, di essere veramente avvizzita tra problemi e trasloco e futuro incerto e amicizie fasulle e.
Poi, all’uscita, mi rincorre un pisquello di si’-e-no una ventina d’anni, che ballettava intorno al mio gruppo di amiche. Il suddetto mi guarda da sotto l’acconciatura emo-biondino, e mi chiede se ci vendo spesso, a Pradva, e se mi puo’ rivedere.
Sorrido, gli do un’appuntamento per la settimana a venire (che non verra’ mai, ma il resto della gang lo adottera’ di sicuro) e me ne torno a casa gaggia gaggia, che non saro’ Demi Moore ma quello poteva quasi essere mio figlio!
giovedì 24 giugno 2010
L'amicizia e le patatine
In questi giorni ho tanti pensieri, corro in continuazione e cerco di organizzare gli ultimi due mesi a Suzhou... eh si, pare proprio che tra poco si torni a casa! Che poi "casa" sia un concetto assolutamente astratto e' un altro discorso, ma a questo punto la Famiglia Sgarrupina necessita di aria fresca e nuovi stimoli.
Quando si arriva alla fine di un periodo, e purtroppo e' successo spesso negli ultimi dieci anni, la cosa piu' triste e' salutare gli amici, quelli che sono stati parte integrante delle tue giornate e quelli che hai conosciuto da poco e sai che sarebbe potuta essere un'amicizia bellissima, quelli del caffe' settimanale, quelli che ti bussano alla porta ad ogni ora, quelli dell'asilo, dell'appuntamento dalla manicure, dei bambini che giocano insieme.
Soprattutto dei bambini che giocano insieme.
Buzz ieri ha fatto promessa solenne ai suoi amici gemellini di essere migliori amici per la vita, e a me tremano le gambe. Tremano le gambe al pensiero che i gemelli vanno in ferie tra due settimane e forse Buzz non lo vedranno mai piu'. Tremano le gambe perche' io penso ai miei "migliori amici per la vita" e so che non importa dove vado a finire, comunque abbiamo avuto anni e anni di interazione e abbiamo le basi per mantenere la nostra promessa di esserci sempre, l'un per l'altro.
A mio figlio cosa do, invece?
Frienship fries. Amicizie usa e getta, veloci, che creano mini cicatrici ma nessuna radice.
Un po' come mangiare Mc Donalds invece che una sana pasta al pomodoro.
Non sto parlando della qualita' delle persone, ma del rapporto. A cinque anni c'e' bisogno di mesi, di anni per avvicinarsi, capirsi, litigare, sognare, crescere insieme. Le amicisia meravigliose che durano una manciata di mesi in terra straniera contano veramente? O sono come le amicizie dell'estate al mare? E se sono come le amicizie dell'estate al mare, dove recupero io amicizie "per sempre" per i miei topi?
E' utile riempire album fotografici con immagini di persone che tra cinque anni non ricorderemmo neppure, o ricorderemo con amarezza?
Mi fa soffrire pensare a quanto sono stata fortunata io.
Sono terrorizzata di non poter garantire la stessa fortuna ai miei bambini.
venerdì 7 maggio 2010
Amore su un filo di seta
Chissa' se la gente sa di essere amata.
Ogni tanto ci penso, e penso a tutte le persone a cui ho voluto bene nella mia vita.
Come nonna Sofia, per esempio.
Da quando e' nata Sophie - che poi un po' ci assomiglia veramente - ho il suo nome sempre sulle labbra, e penso a quanto mi avrebbe sgridata, quando mi avrebbe insegnato, come sarebbe stata contenta dei miei bambini, la mia nonna.
E penso a quanto l'ho amata, e spero lei sapesse quanto e' stata importante per me. Quanto mi ha insegnato, nonna! Cose stupide, ma che tornano in mente all'improvviso, e sai che sono parte di te come i peli sulle braccia o la fossetta di quando sorridi.
Il passato di verdura che faccio per Buzz la sera, la mela grattuggiata, l'uovo sbattuto a merenda. Ogni volta e' come se anche lei li potesse abbracciare, i miei bambini. E poi, fa caldo e cammino scalza, e la sua voce mi romba immediatamente in testa "non girare a piedi nudi che prendi freddo!". Oppure, come stamattina, entro in ascensore e mi rendo conto che la mia t-shirt e' veramente scollata (probabilmente acquisto di un periodo d'allattamento): " dove vai fuori cosi', metti in mostra tutta la mercanzia!".
Ho riso per dieci minuti di fila, nonna.
Chi lo dice piu': la mercanzia?
Tutto esiste sempre, dentro al cuore. Riemerge a pezzetti.
Nessuno viene dimenticato.
E allora oggi lo grido forte, a tutti voi che avete messo la tacchetta dentro di me: alla mia mamma che non ho potuto festeggiare, al mio fratellino che i bimbi adorano, alle mie amiche panzute per cui vorrei essere zia Lau e a tutti gli altri: il mio amore corre, come su un filo di seta.
E non importa dove siamo, sento il vostro di rimando, ogni volta che ne ho bisogno.
Il mio cuore condivide anche se non lo sapete, quando assaggio un piatto che so e' il vostro preferito, se vedo in vetrina una borsa che so avreste comprato, quando i bambini vi nominano e guardiamo le vostre fotografie.
Ogni tanto fa male, ma anche bene.
E' bello che l'amore possa correre su fili di seta.
Ogni tanto ci penso, e penso a tutte le persone a cui ho voluto bene nella mia vita.
Come nonna Sofia, per esempio.
Da quando e' nata Sophie - che poi un po' ci assomiglia veramente - ho il suo nome sempre sulle labbra, e penso a quanto mi avrebbe sgridata, quando mi avrebbe insegnato, come sarebbe stata contenta dei miei bambini, la mia nonna.
E penso a quanto l'ho amata, e spero lei sapesse quanto e' stata importante per me. Quanto mi ha insegnato, nonna! Cose stupide, ma che tornano in mente all'improvviso, e sai che sono parte di te come i peli sulle braccia o la fossetta di quando sorridi.
Il passato di verdura che faccio per Buzz la sera, la mela grattuggiata, l'uovo sbattuto a merenda. Ogni volta e' come se anche lei li potesse abbracciare, i miei bambini. E poi, fa caldo e cammino scalza, e la sua voce mi romba immediatamente in testa "non girare a piedi nudi che prendi freddo!". Oppure, come stamattina, entro in ascensore e mi rendo conto che la mia t-shirt e' veramente scollata (probabilmente acquisto di un periodo d'allattamento): " dove vai fuori cosi', metti in mostra tutta la mercanzia!".
Ho riso per dieci minuti di fila, nonna.
Chi lo dice piu': la mercanzia?
Tutto esiste sempre, dentro al cuore. Riemerge a pezzetti.
Nessuno viene dimenticato.
E allora oggi lo grido forte, a tutti voi che avete messo la tacchetta dentro di me: alla mia mamma che non ho potuto festeggiare, al mio fratellino che i bimbi adorano, alle mie amiche panzute per cui vorrei essere zia Lau e a tutti gli altri: il mio amore corre, come su un filo di seta.
E non importa dove siamo, sento il vostro di rimando, ogni volta che ne ho bisogno.
Il mio cuore condivide anche se non lo sapete, quando assaggio un piatto che so e' il vostro preferito, se vedo in vetrina una borsa che so avreste comprato, quando i bambini vi nominano e guardiamo le vostre fotografie.
Ogni tanto fa male, ma anche bene.
E' bello che l'amore possa correre su fili di seta.
mercoledì 5 maggio 2010
Quelli della notte... a Suzhou
VENERDI’ SERA HO PREPARATO UN POST MAI SPEDITO (qui sotto).Essendo che ho una mamma che mi riesce anche a sgridare perche' non scrivo (e tanti auguri mammotta!), eccovi qui:
Non uscivo fino a quest'ora da prima di frequentare mio marito, e questa sera sono stata colta in fallo da un'amica gnoma e piena di vita sociale.
E' stata una nottata folle, partita a rilento, conclusa con me seduta sul divano in mutande, a scrivere questo post, pregando di svegliarmi fresca come un fiore domani mattina e che PGL non si svegli quando entro in stanza.
In piu' odio quest'odore di sigaretta che mi porto appresso, ma non ho assolutamente voglia di andare a lavarmi i capelli alle due di notte.
Proprio come ai vecchi tempi…
La serata - molto cinese - mi ha acceso nel cuore mille lampadine: la scena notturna non e' cambiata, negli ultimi 7 anni, e cosi' neanche le canzoni: West Virginia, Country Mama! e' sempre nella hit parade cinese.
Non pensavo che ci fossero cosi' tanti occidentali in giro a Suzhou, soprattutto italiani.
Gli italiani li noti dalle magliette un po' piu' aderenti, dalla felpa allacciata in vita e dal taglio di capelli. I non italiani hanno i capelli o lunghi o rasati alla militare, mentre gli italiani devono avere una parvenza di taglio pensato, anche a Suzhou... e poi sono i piu' scatenati in pista, soprattutto visto e considerato che il nostro livello di alcol in corpo e' solitamente meno della meta' di quello dell'americano medio.
I protagonisti della mia serata – oltre a Zia Nutella e le sue ernie - sono stati:
1) amica gnoma organizzatrice della festa
2) amica cicciotta (accasata con svizzero che produce cioccolato) e molto amata dalla sottoscritta
3) puerpera fuori fino all'alba e in forma perfetta a due mesi dal parto
4) amica stecchino che si e' subito accaparrata l'occidentale - probabile crucco arrapato
5) crucco arrapato, un po' gobbo e tanto disorientato
6) capo del marito di david Gnoma, molto ubriaco e lanciato
7) amica cinese tettona che ha ipnotizzato il capo fino a farlo addormentare appoggiato al seno sulla pista da ballo
8) hobbit, collega del marito di David Gnoma, che ci ha provato con me tutta la sera, pur arrivandomi alla spall a(ok. ero taccata).
Il luogo del misfatto, quello grande: discoteca INPUB di Suzhou.
Se ci passate fatevi un giro. Candelabri in stile Versailles, cesti di frutta con stelle filanti e spiedini di zampe di gallina. La donna cubo e' persino russa e tutta ricoperta di vaselina e sberluccichini.
Ne vale la pena.
Beata gioventu'... come si sente che sono passati quasi dieci anni dall'ultima volta...
Leggelo con un po’ di spirit da Bacio Perugina, questo mio post. Perce’ un po’ da Bacio Perugina e’ la vita di noi espatriati e anche delle piccole donne alla ricerca di un grande futuro, che da noi sono diverse per il colore e il passato, ma uguali perche’ sognano un futuro grande.
Con il senno del poi:
1) Il capo megagalattico e’ solitamente cosi’ timido che non ti guarda neanche in volto quando ti saluta. Venerdi’ aveva cominciato la serata gia’ ubriaco – per sciogliersi (???)
2) L’amica tettona e’ segretamente (mica tanto) innamorata del grande capo da MESI. E’ stata lei a concupirlo mentre era sotto I fumi dell’alcol – lui non ci avrebbe mai provato, ritenendola una storia senza future, visto che lei parla 10 parole di inglese.
3) Un gran numero di attuali spose cinesi con mariti occidentali hanno cominciato la carriera di spose con molto meno di 10 parole di inglese.
4) L’arrapato e’ in effetti austriaco, pare essere molto misterioso e forse pericoloso.
5) La maggior parte delle cinesi crede ancora che il brutto diavolo occidentale possa mettere strane polverine nei propri drink.
6) L’amica stecchino sta attraversando un brutto divorzio.
Questo per dire che nulla e’ mai quello che sembra, soprattutto dopo un paio di margarita… di troppo.
Ah, per chi se lo chiedesse... il mattino seguente sono stata svegliata alle 6 dai miei xiaobaobao (tesorini) e poi subito rispedita a letto per un paio di ore dal mio dabaobao (tesorone).
Quest'ultimo si e' ovviamente svegliato al mio rientro e mi ha interrogato amabilmente sulla serata. Non ha fatto commento sul mio odore di fumo e margarita se non un paio di giorni dopo e mi ha coccolato per tutto il weekend.
Mi ripetero', ma ultimamente e' troppo buono, PGL... quando fa cosi' ha qualcosa in mente. Spero non sia un prossimo trasferimento in Kazakstan!
Non uscivo fino a quest'ora da prima di frequentare mio marito, e questa sera sono stata colta in fallo da un'amica gnoma e piena di vita sociale.
E' stata una nottata folle, partita a rilento, conclusa con me seduta sul divano in mutande, a scrivere questo post, pregando di svegliarmi fresca come un fiore domani mattina e che PGL non si svegli quando entro in stanza.
In piu' odio quest'odore di sigaretta che mi porto appresso, ma non ho assolutamente voglia di andare a lavarmi i capelli alle due di notte.
Proprio come ai vecchi tempi…
La serata - molto cinese - mi ha acceso nel cuore mille lampadine: la scena notturna non e' cambiata, negli ultimi 7 anni, e cosi' neanche le canzoni: West Virginia, Country Mama! e' sempre nella hit parade cinese.
Non pensavo che ci fossero cosi' tanti occidentali in giro a Suzhou, soprattutto italiani.
Gli italiani li noti dalle magliette un po' piu' aderenti, dalla felpa allacciata in vita e dal taglio di capelli. I non italiani hanno i capelli o lunghi o rasati alla militare, mentre gli italiani devono avere una parvenza di taglio pensato, anche a Suzhou... e poi sono i piu' scatenati in pista, soprattutto visto e considerato che il nostro livello di alcol in corpo e' solitamente meno della meta' di quello dell'americano medio.
I protagonisti della mia serata – oltre a Zia Nutella e le sue ernie - sono stati:
1) amica gnoma organizzatrice della festa
2) amica cicciotta (accasata con svizzero che produce cioccolato) e molto amata dalla sottoscritta
3) puerpera fuori fino all'alba e in forma perfetta a due mesi dal parto
4) amica stecchino che si e' subito accaparrata l'occidentale - probabile crucco arrapato
5) crucco arrapato, un po' gobbo e tanto disorientato
6) capo del marito di david Gnoma, molto ubriaco e lanciato
7) amica cinese tettona che ha ipnotizzato il capo fino a farlo addormentare appoggiato al seno sulla pista da ballo
8) hobbit, collega del marito di David Gnoma, che ci ha provato con me tutta la sera, pur arrivandomi alla spall a(ok. ero taccata).
Il luogo del misfatto, quello grande: discoteca INPUB di Suzhou.
Se ci passate fatevi un giro. Candelabri in stile Versailles, cesti di frutta con stelle filanti e spiedini di zampe di gallina. La donna cubo e' persino russa e tutta ricoperta di vaselina e sberluccichini.
Ne vale la pena.
Beata gioventu'... come si sente che sono passati quasi dieci anni dall'ultima volta...
Leggelo con un po’ di spirit da Bacio Perugina, questo mio post. Perce’ un po’ da Bacio Perugina e’ la vita di noi espatriati e anche delle piccole donne alla ricerca di un grande futuro, che da noi sono diverse per il colore e il passato, ma uguali perche’ sognano un futuro grande.
Con il senno del poi:
1) Il capo megagalattico e’ solitamente cosi’ timido che non ti guarda neanche in volto quando ti saluta. Venerdi’ aveva cominciato la serata gia’ ubriaco – per sciogliersi (???)
2) L’amica tettona e’ segretamente (mica tanto) innamorata del grande capo da MESI. E’ stata lei a concupirlo mentre era sotto I fumi dell’alcol – lui non ci avrebbe mai provato, ritenendola una storia senza future, visto che lei parla 10 parole di inglese.
3) Un gran numero di attuali spose cinesi con mariti occidentali hanno cominciato la carriera di spose con molto meno di 10 parole di inglese.
4) L’arrapato e’ in effetti austriaco, pare essere molto misterioso e forse pericoloso.
5) La maggior parte delle cinesi crede ancora che il brutto diavolo occidentale possa mettere strane polverine nei propri drink.
6) L’amica stecchino sta attraversando un brutto divorzio.
Questo per dire che nulla e’ mai quello che sembra, soprattutto dopo un paio di margarita… di troppo.
Ah, per chi se lo chiedesse... il mattino seguente sono stata svegliata alle 6 dai miei xiaobaobao (tesorini) e poi subito rispedita a letto per un paio di ore dal mio dabaobao (tesorone).
Quest'ultimo si e' ovviamente svegliato al mio rientro e mi ha interrogato amabilmente sulla serata. Non ha fatto commento sul mio odore di fumo e margarita se non un paio di giorni dopo e mi ha coccolato per tutto il weekend.
Mi ripetero', ma ultimamente e' troppo buono, PGL... quando fa cosi' ha qualcosa in mente. Spero non sia un prossimo trasferimento in Kazakstan!
sabato 27 marzo 2010
Peter Pan e i bambini perduti...
... Non bastava essere "single" anche di sabato, visto gli impegni ginnici di PGL, che lo portano a diaprtire ancora prima dell'alba per conquistare l'annuale posto in classifica nel torneo degli amici dell'anatra pechinese.
... Non bastava neanche aver preso 2 impegni cum prole per il sabato mattino, con tanto di taxi e incontro ravvicinato con cani enormi.
Il fatto e' che io mi lancio in imprese impossibili. Che quando arrivo al momento di sfascio totale nella mia testa mi dico: intanto peggio di cosi' non puo' andare... 2 o 40, che differenza fa?
E poi l'amica appena ripresasi dall'operazione in Israele il massaggio se lo merita, no? E zia Nutella, con quella sua schiena sgarrupata?
Fatto sta che alle quattro di pomeriggio mi sono trovata per laghetti con quattro bimbi sgarrupini a giocare a nascondino: una principessa stecchino in lungo vestito di velluto e calze verdi piene di cuoricini, il solito Buzz in tenuta da Spiderman, Strega con il moccio al naso e le crocs troppo corte e Bimbo Timido con i capelli lunghi e sgarrupati e il sorriso stampato sulle labbra. Troppe lingue diverse, troppe regole nel gioco. Ognuno che faceva un po' quel che voleva e un papa' scandinavo con bimba immacolata in tutone bianco a chiedersi "ma chi sara' quella, e quanti ne ha, e che bestie sono?"
Ma ci siamo divertiti, io e la mia tribu', tra i laghi e le montagne della nostra piccola Isola che non C'e' Suzhouese. Abbiamo mangiato popcorn e gelato e ci siamo persino guardati un cartone. Le mamme rilassate ci hanno trovato ad arrotolare crepes al prosciutto, nel bel mezzo di una competizione mondiale di Lego.
Se c'e' un posto per ognuno al mondo, io sono sempre piu'convinta che il mio sia tra i piccoli, ad urlare regole che gia' so non verranno rispettate, con un pennello in mano e l'impasto pizza nell'altro.
Non donna d'altri tempi, ma mamma moderna, mamma di tutti quelli che mi passano per casa, tra un container di piastrelle e una traduzione letteraria. ME.
Buon weekend a tutti i miei lettori.
domenica 3 gennaio 2010
Una finestra sul passato
Oggi s'è sposato uno dei miei migliori amici, di quelli con cui chitarra e bicchieri di vino a guardare le stelle. Di quelli che ti hanno visto con i brufoli e riversa sul gabinetto con la peggiore delle sbornie. Di quelli che sanno che se ti portano al cinema dormi e non importa, basta stare insieme. Di quelli che non vedi tutti i giorni ma sai che ci sono sempre, a un metro o diecimila chilometri. Uno di quelli, insomma, a cui si augura di cuore che la vita sia buona e rosa e piena di lieto-fine. Tanto più che il mio amico si è sposato con la donna della sua vita, che si capisce da come due si guardano che deve essere lei la sua mezza mela, perchè io non l'ho mai visto così felice, lui.
Chiusa la parentesi romantico-speranzosa, voglio invece aprirne una sul fatto che il matrimonio di un amico può a volte diventare una finestra sul passato degli invitati.
Non parlo solo di me, che tornando in occidente ritrovo sempre con gioia gli amici di sempre - quelli che si contano sulle dita delle mani e per cui combatteresti draghi o ti getteresti nel fuoco, ma che sono a volte partita con pagine scritte a metà e cassetti lasciati socchiusi... Ragazzi, il matrimonio è un ricettacolo di storia personale!
Tu, invitato, hai tenuto legami forti con gli sposi, come di sicuro anche altre persone che hai perso o lasciato lungo il tuo cammino o che semplicemente aspiri a non rivedere mai più. A volte ti rendi conto che chi danza al tuo fianco si gira di scatto per vedere o evitare una persona. Al tuo fianco un'amica è stufa di collezionare bouquet, mentre l'amico scapolone si chiede se non sia meglio una vita di pannolini, e perchè non ce la fa, lui, a mettere la testa a posto.
All'uscita dalla chiesa, scoprendo che uno degli invitati era un ex-amore finito male e con cui non mi sono mai detta addio in modo appropriato, mi sono sentita invasa da sensazioni spiacevoli e - inspiegabilmente - sono entrata in panico all'idea di dover anche solo salutare il suddetto e l'attuale consorte.
Il momento del confronto è stato invece - grazie al Cielo ed ai miei amici/scudo - indolore e così veloce che ora mi chiedo come ho fatto a temerlo per anni.
A fine serata, scarpe in mano e capelli sciolti sulle spalle, bevo uno spumante delizioso, ballo ridendo a crepapelle e la musica scalda il cuore. Guardo i miei amici, sono fortunata: sono sì una finestra sul passato, ma un passato che voglio con me ogni giorno presente e futuro.
Torno a casa innamorata della vita e assolutamente vincente... e così mi auguro che si sentano anche tutti gli altri personaggi per cui oggi si sono riaperte pagine scritte a metà.
Amici cari, grazie per i balli, per gli abbracci, per le parole di questa sera magica. Di cuore.
Grazie.
Chiusa la parentesi romantico-speranzosa, voglio invece aprirne una sul fatto che il matrimonio di un amico può a volte diventare una finestra sul passato degli invitati.
Non parlo solo di me, che tornando in occidente ritrovo sempre con gioia gli amici di sempre - quelli che si contano sulle dita delle mani e per cui combatteresti draghi o ti getteresti nel fuoco, ma che sono a volte partita con pagine scritte a metà e cassetti lasciati socchiusi... Ragazzi, il matrimonio è un ricettacolo di storia personale!
Tu, invitato, hai tenuto legami forti con gli sposi, come di sicuro anche altre persone che hai perso o lasciato lungo il tuo cammino o che semplicemente aspiri a non rivedere mai più. A volte ti rendi conto che chi danza al tuo fianco si gira di scatto per vedere o evitare una persona. Al tuo fianco un'amica è stufa di collezionare bouquet, mentre l'amico scapolone si chiede se non sia meglio una vita di pannolini, e perchè non ce la fa, lui, a mettere la testa a posto.
All'uscita dalla chiesa, scoprendo che uno degli invitati era un ex-amore finito male e con cui non mi sono mai detta addio in modo appropriato, mi sono sentita invasa da sensazioni spiacevoli e - inspiegabilmente - sono entrata in panico all'idea di dover anche solo salutare il suddetto e l'attuale consorte.
Il momento del confronto è stato invece - grazie al Cielo ed ai miei amici/scudo - indolore e così veloce che ora mi chiedo come ho fatto a temerlo per anni.
A fine serata, scarpe in mano e capelli sciolti sulle spalle, bevo uno spumante delizioso, ballo ridendo a crepapelle e la musica scalda il cuore. Guardo i miei amici, sono fortunata: sono sì una finestra sul passato, ma un passato che voglio con me ogni giorno presente e futuro.
Torno a casa innamorata della vita e assolutamente vincente... e così mi auguro che si sentano anche tutti gli altri personaggi per cui oggi si sono riaperte pagine scritte a metà.
Amici cari, grazie per i balli, per gli abbracci, per le parole di questa sera magica. Di cuore.
Grazie.
lunedì 13 luglio 2009
L'Italia delle diversità
Ogni volta il rientro è strano. Ogni volta diverso.
Mercoledì sono stata all'Auchan con mamma e pargoli e sono rimasta scioccata dalla taglia media delle donne italiane! Vedete, anche se io faccio autocritica continua - soprattutto da quando sono arrivati Sophie e l'Hashimoto - sono abituata ad essere circondata da un'esercito di fatine taglia 36, tutte senza fianchi e seno. All'Auchan di Suzhou vendono mutande per creare l'effetto del sedere mancante, i reggiseni sono imbottiti all'inverosimile e sulle cosce asiatiche non si trova un grammo di cellulite neanche al microscopio. Persino il piede asiatico è minuscolo, e chiedere una scarpa numero 38 crea attimi di ilarità tra le commesse.
Ecco... all'Auchan di Brescia è tutto diverso. Forse di solito sono troppo concentrata a individuare prfumi e a scoprire deliziose mercanzie di cui ho sentito la mancanza nei mesi di espatrio, forse d'estate - con le cannottiere e le cosce nude - è più facile guardarsi in giro. In definnitiva: che gioia vedere che ognuno è diverso, che ci sono culetti e culoni, pancette, tartarughe ninja ma anche maniglie dell'amore!... Uno si sente di nuovo normale nel mezzo di tanta diversità, si scompare in quanto diversi in un mare di diversi e non più unica eccezione tra una miriade di teste nere, calzette di nylon, braccina diafane e ombrellini prendisole.
Tutto questo, dopo mesi di depressione nera dopo ogni lezione di yoga in cui, più che Mamma in Forma, mi sento come l'Orso Yogi in mezzo a una selva di giunchi.
A parte le dimensioni medie della popolazione, e il fatto che ad ogni rientro scopro con piacere che siamo più "colorati" e cosmopoliti, non è ancora successo nulla di eclatante. Aspetto con tutto il cuore gli amici di sempre, che mancano quotidianamente nella mia vita fuori porta e che poco riesco a godermi ora che non si è più una manciata di cuori colla chitarra.
Ognuno ha la sua vita. C'è da fare la spesa. Gli impegni fino a dopo cena. Il corso prematrimoniale. I bimbi in arrivo e i denti che pungono. Il lavoro e la famiglia.
Nella mia Italia delle diversità, in cui tutto ogni volta è diverso e diversa sono anche io, ogni volta, ricerco disperatamente un po' di quella leggerezza di cuore del"prima della Cina", quando mi sentivo fresca e il mondo non potva che stupirmi con sorprese meravigliose.
Cercando cercando, si annullano di fronte a me i problemi del bel paese, la pattumiera e la crisi economica. Non mi importa nulla di politica, non capisco niente di raccolta differenziata...
Io torno per il cielo ed i campi verdi che respiro a fondo per colorare le giornate grigie della mia vita quotidiana. Torno per sentire l'odore della mia terra amata.
Torno per trovare un pezzettino di cuore che si è perso tanto tempo fa e senza il quale a volte mi pare di non riconoscermi più allo specchio.
"C'è un buco al centro del mio cuore,
proprio dove un tempo c'eri tu.
Un buco che non so colmare,
perchè la chiave l'hai con te".
Mercoledì sono stata all'Auchan con mamma e pargoli e sono rimasta scioccata dalla taglia media delle donne italiane! Vedete, anche se io faccio autocritica continua - soprattutto da quando sono arrivati Sophie e l'Hashimoto - sono abituata ad essere circondata da un'esercito di fatine taglia 36, tutte senza fianchi e seno. All'Auchan di Suzhou vendono mutande per creare l'effetto del sedere mancante, i reggiseni sono imbottiti all'inverosimile e sulle cosce asiatiche non si trova un grammo di cellulite neanche al microscopio. Persino il piede asiatico è minuscolo, e chiedere una scarpa numero 38 crea attimi di ilarità tra le commesse.
Ecco... all'Auchan di Brescia è tutto diverso. Forse di solito sono troppo concentrata a individuare prfumi e a scoprire deliziose mercanzie di cui ho sentito la mancanza nei mesi di espatrio, forse d'estate - con le cannottiere e le cosce nude - è più facile guardarsi in giro. In definnitiva: che gioia vedere che ognuno è diverso, che ci sono culetti e culoni, pancette, tartarughe ninja ma anche maniglie dell'amore!... Uno si sente di nuovo normale nel mezzo di tanta diversità, si scompare in quanto diversi in un mare di diversi e non più unica eccezione tra una miriade di teste nere, calzette di nylon, braccina diafane e ombrellini prendisole.
Tutto questo, dopo mesi di depressione nera dopo ogni lezione di yoga in cui, più che Mamma in Forma, mi sento come l'Orso Yogi in mezzo a una selva di giunchi.
A parte le dimensioni medie della popolazione, e il fatto che ad ogni rientro scopro con piacere che siamo più "colorati" e cosmopoliti, non è ancora successo nulla di eclatante. Aspetto con tutto il cuore gli amici di sempre, che mancano quotidianamente nella mia vita fuori porta e che poco riesco a godermi ora che non si è più una manciata di cuori colla chitarra.
Ognuno ha la sua vita. C'è da fare la spesa. Gli impegni fino a dopo cena. Il corso prematrimoniale. I bimbi in arrivo e i denti che pungono. Il lavoro e la famiglia.
Nella mia Italia delle diversità, in cui tutto ogni volta è diverso e diversa sono anche io, ogni volta, ricerco disperatamente un po' di quella leggerezza di cuore del"prima della Cina", quando mi sentivo fresca e il mondo non potva che stupirmi con sorprese meravigliose.
Cercando cercando, si annullano di fronte a me i problemi del bel paese, la pattumiera e la crisi economica. Non mi importa nulla di politica, non capisco niente di raccolta differenziata...
Io torno per il cielo ed i campi verdi che respiro a fondo per colorare le giornate grigie della mia vita quotidiana. Torno per sentire l'odore della mia terra amata.
Torno per trovare un pezzettino di cuore che si è perso tanto tempo fa e senza il quale a volte mi pare di non riconoscermi più allo specchio.
"C'è un buco al centro del mio cuore,
proprio dove un tempo c'eri tu.
Un buco che non so colmare,
perchè la chiave l'hai con te".
lunedì 29 giugno 2009
Ma quanta vita ci sta in una giornata a Suzhou?



Sono le cinque di mattina quando sento un urlo provenire dalla stanza dei bimbi. Impossibile. oggi non c'e' scuola e li ho messi apposta a letto due ore dopo il solito. Lo strillo si fa piu' acuto. E' Streghetta e pare disperata e a me non resta che sperare che Papa' Gambalunga faccia qualcosa visto che lui in piedi lo e' gia'. Nulla.
Mi alzo di malavoglia e lo trovo ancora attaccato alle sbarre del lettino. Lui, Buzz.
"Mamma, mammina, me e la mia sorellina non abbiamo piu' sonno! Buongiorno!"
Papa' Gambalunga pare sparito; so che c'e' perche' lo sento ma non si fa vedere... io prendo le due creature e mi butto a letto, lottando e sperando che si addormentino ancora per un po'.
Oggi con le speranze siamo partiti male.
Mi alzo. Taglio la torta che ho fatto ieri notte per colazione e ci sediamo tutti e tre al tavolo a raccontarci storie. In soggiorno pare che sia appena scoppiata una bomba. Il bagno non e' da meno e cosi' pure le camere da letto. La cucina e' decente solo perche' ieri sera pizza da Mario's, cosi' vi ripongo i piatti della colazione, giu' nel lavello, tanto per mantenere la media.
Cambio pannolino, cerco vestiti, preparo la bambina.
Sedo l'animo del piccolo di fronte ad un cartone di fate e lo lascio in mutande ancora per un'ora mentre cerco di fare un po' di ordine prima che arrivi la Tata Imbranata.
La Tata Imbranata tarda... le avevo detto che poteva fare con piu' calma, visto che non c'e' scuola, ma e' gia' in ritardo di due ore! Mi maledisco per aver lasciato capacita' di interpretare ad un cinese e inciampo in un pezzo di costruzioni.
La Tata Imbranata tarda... le avevo detto che poteva fare con piu' calma, visto che non c'e' scuola, ma e' gia' in ritardo di due ore! Mi maledisco per aver lasciato capacita' di interpretare ad un cinese e inciampo in un pezzo di costruzioni.
Mi preparo e preparo Buzz, che e' d'accordo con me sulla maglia di Topolino regalata da Nonna Sgarrupina. Rendendomi conto che Buzz possiede all'incirca 40 t-shirt, colgo l'occasione al balzo e ne butto una decina delle meno popolari in una busta da consegnare alla domestica di una conoscente rumena, che va in cerca di vestiti per suo figlio di 4 anni.
Arriva Tata con mille sacchi di frutta e verdura e comincia a riempirmi la testa di cifre e colori. Le do un paio di dritte su dove riporre la roba e su cosa prepararmi per la cena e, afferrando i pupi, me ne esco con un "ci vediamo a pranzo".
Per strada incontro zia Nutella, che tutta allegra sotto la pioggia propone una gita all'Auchan con i bimbi. Ora, premetto che l'Auchan di Suzhou e' paragonabile solo al settimo girone dell'Inferno Dantesco - quello dei violenti: nonnine si picchiano per la promozione dell'olio, mamme usano bimbi come scudo nella lotta a chi si accaparra il maiale macinato e tutti - ma dico tutti - spintonano per capire cosa ha nel carrello l'occidentale. Sono mesi che mi rifiuto di entrarci, all'Auchan, sopportando le spesso malriuscite spese online. Eppure, forse per stanchezza, mi sembra un'idea perfetta, tanto piu' che l'hanno raddoppiato di dimensioni dall'ultima volta che l'ho visto, l'Auchan. Chissa' quanto sara' lunga la coda per le uova!
Arrivati all'Auchan Buzz diventa malinconico. I baskettini delle promozioni sono come quelli dell'Auchan di Nonna, la zona elettrodomestici e' proprio come quella di Nonna. Mi fa spostare tutta la mercanzia per sedersi in fondo al carrello proprio come lo fa sedere la nonna e cerca disperato le giostre e il banco del Granbiscotto. Riusciamo a sedarlo solo con un ventaglio con l'ologramma di una tigre e uno yogurt da bere. Strega dorme quasi tutto il tempo e la spesa si fa.
Nello scendere dal taxi, al nostro rientro, ci troviamo di fronte alla famiglia Zhang: Luke Falco, Dolly Fatina e il dolce Baby Noah sono venuti a trovarci!
Entrano in casa, Luke ha i piedi neri ma non oso dire nulla perche' mi mette in mano un'anguria e distribuisce fiaschette di grappa del suo villaggio. Un liquore prezioso e introvabile, che ai tempi era il preferito dell'Imperatore!
Ripongo le fiaschette e mando Tata in cucina a tagliare l'anguria. Cerco di non guardarla in cagnesco visto che la casa e' il cesso che ho lasciato questa mattina e che l'ho beccata sul fatto a rientrare insieme a noi da chissa' dove!
Ripongo le fiaschette e mando Tata in cucina a tagliare l'anguria. Cerco di non guardarla in cagnesco visto che la casa e' il cesso che ho lasciato questa mattina e che l'ho beccata sul fatto a rientrare insieme a noi da chissa' dove!
Accorgendoci che sono quasi le dodici, zia Nutella ed io ci facciamo forza e proponiamo una spaghettata! Basilico del mio terrazzo, pomodori della Tata e spaghetti Zara... che profumino!
Noah va a nanna nel letto di Sophie e noi tutti ci mettiamo a tavola a far cagnara succhiando spaghetti e progettando business di basilico cinese e ricette di cucina alternativa.
Dopo pranzo Buzz e Luke si mettono a guardare i cartoni e giocano un po' a fare kongfu. Noi donne godiamo dei muscoli del Falco che propone posizioni acrobatiche, e i bambini si fanno stanchi... il rituale della nanna viene rimandato ad oltranza perche' Noah non si veglia e poi quando si sveglia deve venire di nuovo allattato e poi piove e.
Dopo pranzo Buzz e Luke si mettono a guardare i cartoni e giocano un po' a fare kongfu. Noi donne godiamo dei muscoli del Falco che propone posizioni acrobatiche, e i bambini si fanno stanchi... il rituale della nanna viene rimandato ad oltranza perche' Noah non si veglia e poi quando si sveglia deve venire di nuovo allattato e poi piove e.
Alla fine zia Nutella e Mamma Lau si dividono i bimbi e tutti a nanna!, poi di corsa a portare la spesa dall'altra parte di Horizon e di ritorno da me.
La casa continua ad essere un cesso.
Oggi non e' giornata neanche per Tata, pare proprio.
Disperata, prendo i miei poppi e li porto a passeggiare sotto la pioggia, consegno le maglie di Buzz alla Tata della consocente rumena e ci fermiamo a giocare con la sua bimba, che tira di continuo scarpe in testa ai miei figli, che di continuo vengono incitati a non reagire.
Torniamo a casa - che e' ancora un cesso ma la Tata e' scomparsa - e preparo le cotolette cosi' non si litiga a cena. Mangiamo di nuovo, sempre noi tre, e poi accendiamo un secondo i cartoni.
Arriva Papa' Gambalunga, che fa commenti su come di sicuro ci sono stati cartoni accesi tutto il giorno, e io sono pronta ad urlare, ma invece servo il chicken masala e poi comincio la routine della nanna e metto giu' i bambini.
Arriva Papa' Gambalunga, che fa commenti su come di sicuro ci sono stati cartoni accesi tutto il giorno, e io sono pronta ad urlare, ma invece servo il chicken masala e poi comincio la routine della nanna e metto giu' i bambini.
Buzz va nel lettone con papa', quindi sto qui a scrivere al pc perche' la mia unica altra alternativa e' il letto durissimo di Buzz e non mi ispira per niente.
Intanto chiacchiero con chi c'e' e preparo traduzioni per la settimana.
Sono un po' stanca.
Sono un po' stanca.
Ore dieci e mezza, mi ricordo dopo due settimane di strizzate di cervello essicato che Benigni si chiama Roberto. Lo scrivo a tutto il mondo su Facebook - chissa' che qualcun'altro ci perda le notti - e vado a nanna cercando di trovare la risposta all'ultimo quesito irrisolto. Qualcuno conosce il participio passato di "prudere"?
giovedì 30 ottobre 2008
Novembre in arrivo
Il mio genio (l'ennesima Tata Imbranata) e' in cucina con Streghetta e le sta cantando la marcia nuziale.
E' la tipica giornata autunnale uggiosa, di quelle in cui uno sogna silenzio e tranquillita', un buon libro, solitudine, o al massimo il caffettone caldo con una buona amica. Niente cinesi in mezzo ai piedi a cercare di tirare il codino di Streghetta, niente cartoni animati a mille, niente incontri mondani, spesa, litigi con il mondo intero... e soprattutto niente Tata Imbranata che urla stridula pensando di fare un piacere a Streghetta, che poi deve venire cullata per ore per riprendersi.
Ho voglia di camminare in centro, passare dal corso a piazza Vittoria e fermarmi all'Impero a prendere un cappuccio, poi alzare il collo del cappotto e immergere il naso in una sciarpa che sa di un mix di profumi e camminare ancora. Nel mio desiderio ho un paio di amiche di scorribande che camminano a fianco a me, e ci si racconta di amori infelici, compiti e sogni per il futuro.
Nella realta' non sono meno fortunata. Ho incontrato, un paio di mesi fa, una Mamma Golosa (cercatela sul web. Il suo blog e' proibito in Cina, ma pare essere molto visitato in Italia. "donnegolose", inserite su google) che mi sta insegnando a fare pasta brise' e polpettine di melanzane, anche se poi io non guardo neanche e lei cucina cucina cucina e al max io mangio tra una chiacchiera e l'altra. Ogni tanto mi pare di avere sedici anni di nuovo... si parla di colori da smalto, di borsette e si ride un sacco. I caffe' non mancano. Gli amori tristi vengono riesumati ma non dura piu' di un secondo che siamo immerse in un universo di pesti. La sua Principessa e il mio Buzz che si menano, il suo Anziano che fa da paciere e tutti che si divertono a torturare Strega come fosse uno di quei grilli che trovi nei prati quando hai sei anni e decidi di "adottare". Grillo felice.
Cambiano i discorsi. Non c'e' il fascino del centro storico quando fuori e' uggioso. Starbucks non puo' competere con l'Impero ma va bene lo stesso. Le amiche da scorribande mi mancano ma so che ci sono, in una redazione di giornale, a organizzare eventi o in ospedale a riprendersi da un parto Frugolino, ma ci sono. Sempre.
Benvenuta pero' Amica Golosa, che da quando ti conosco e' la prima volta da che sono qui mi sento "A CASA".
E' la tipica giornata autunnale uggiosa, di quelle in cui uno sogna silenzio e tranquillita', un buon libro, solitudine, o al massimo il caffettone caldo con una buona amica. Niente cinesi in mezzo ai piedi a cercare di tirare il codino di Streghetta, niente cartoni animati a mille, niente incontri mondani, spesa, litigi con il mondo intero... e soprattutto niente Tata Imbranata che urla stridula pensando di fare un piacere a Streghetta, che poi deve venire cullata per ore per riprendersi.
Ho voglia di camminare in centro, passare dal corso a piazza Vittoria e fermarmi all'Impero a prendere un cappuccio, poi alzare il collo del cappotto e immergere il naso in una sciarpa che sa di un mix di profumi e camminare ancora. Nel mio desiderio ho un paio di amiche di scorribande che camminano a fianco a me, e ci si racconta di amori infelici, compiti e sogni per il futuro.
Nella realta' non sono meno fortunata. Ho incontrato, un paio di mesi fa, una Mamma Golosa (cercatela sul web. Il suo blog e' proibito in Cina, ma pare essere molto visitato in Italia. "donnegolose", inserite su google) che mi sta insegnando a fare pasta brise' e polpettine di melanzane, anche se poi io non guardo neanche e lei cucina cucina cucina e al max io mangio tra una chiacchiera e l'altra. Ogni tanto mi pare di avere sedici anni di nuovo... si parla di colori da smalto, di borsette e si ride un sacco. I caffe' non mancano. Gli amori tristi vengono riesumati ma non dura piu' di un secondo che siamo immerse in un universo di pesti. La sua Principessa e il mio Buzz che si menano, il suo Anziano che fa da paciere e tutti che si divertono a torturare Strega come fosse uno di quei grilli che trovi nei prati quando hai sei anni e decidi di "adottare". Grillo felice.
Cambiano i discorsi. Non c'e' il fascino del centro storico quando fuori e' uggioso. Starbucks non puo' competere con l'Impero ma va bene lo stesso. Le amiche da scorribande mi mancano ma so che ci sono, in una redazione di giornale, a organizzare eventi o in ospedale a riprendersi da un parto Frugolino, ma ci sono. Sempre.
Benvenuta pero' Amica Golosa, che da quando ti conosco e' la prima volta da che sono qui mi sento "A CASA".
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Non so se sono capace
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