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mercoledì 10 agosto 2011

NOMI

STREGA
Tu come ti chiami, Laula?
Si. E tu?
Io no.

BUZZ
Perche' invece non mi avete chiamato BEN TEN?
Ben di nome e Ten di cognome?
No! BENTEN di nome, BENTENNISON di cognome.


venerdì 29 luglio 2011

Punti di vista

"Cosa fai?"
"Mi trucco".
"Ma perche' ti stai colorando l'occhio con una matita... fermati!!! E' pericoloso!!!"
"No, se lo fanno le mamme va bene, e' per essere piu' bella".

Mi guarda schifato e un po' confuso:"sei proprio strana", e se ne va.

mercoledì 27 luglio 2011

Fetch

"Voglio un pet, voglio un pet, voglio un pet"

Non avrei mai dovuto dirgli che il signor Steev ha una gatta che ha partorito e mi riprometto di contare fino a 5.550 prima di parlare, la prossima volta.

"E se aspettiamo papa' prima di prendere decisioni?"

Non accetta la proposta e ricomincia la nenia: lui povero bambino sfigato che nella vita non gliene va bene neanche una.

Cerco di fargli capire che abbiamo sempre fatto il possibile per accontentare questa sua voglia di compagnia: pesci rossi, salamandre, cicale, la mosca Pasquale, il pipistrello Freddy.
Mi guarda schifato: " sono animali inutili e noiosi. Capito? Noiosi! Non sanno neanche fetch".

"Fetch? Che vuol dire fetch?" NRD: mio figlio ha un lessico inglese migliore del mio.
"Riportare il bastone. La mosca Pasquale te la vedi a riportare il bastone???"

Scoppio a ridere alla rotonda del fotovoltaico, che solitamente mi ricorda solo sconfitte lavorative.
Una risata cosi' non la facevo da tempo.

sabato 30 ottobre 2010

Serata bresciana

E' una sera di luna a spicchio di pesca, un po' dondolante, tutta circondata da stelle.

Peccato che abbia messo un piede in una pozza di vomito all'uscita dal cinema.
Rovina tutta la poesia, mentre guido verso casa di mamma, la radio a palla e le signorine della notte ogni 50 metri a scandire il viaggio come i colpetti del metronomo quando impari a suonare il piano.
Spero che per lo meno il vomito porti fortuna quanto la cacca. Cinque minuti prima del mio primo esame universitario mi ha colpito in testa un piccione, ed e' stato un trenta e lode.

Domani succedera' sicuramente qualcosa di meraviglioso.

A parte tutto, la serata bresciana e' andata bene: mi sono ritrovata al cinema con le solite amiche, quelle "copertina di Linus", con cui non bisogna impegnarsi perche' sanno come sei.
Ho sperato invano in un film che invece si e' rivelato tanto strampalato da risultare apocalittico, ma ho riso tanto  e bevuto un caffe' con cioccolata, alla faccia della Peppina.
Poi ho regalato un sorriso al ragazzo dello sgabbiotto del parcheggio, sopportando le "accuse" di essere un perenne flirt. Ma dico, che palle deve essere lavorare allo sgabbiotto del parcheggio, soprattutto di notte. Bisognerebbe uscisse una legge che rendesse obbligatorio a tutti sorridere alle persone che fanno lavori tanto antipatici... e lo dice una che per anni ha servito birre alla gente della notte vestita da tirolese (io, non la gente della notte)!

Le mie due considerazioni finali su questa notte di luna e vomito:

1) passando di fronte al Lio mi sono resa conto che la notte e' dei giovani e belli. Mi sono persino detta "moh mi fermo e vedo se c'e' qualcuno da salutare, come ai vecchi tempi", ma poi meta' della gente presente stasera, ai miei vecchi tempi stava a casa  guardare i Puffi, quindi ho tirato dritto.

2) quando uscendo di casa una si dice che spera di non fare un incidente perche' non ha seguito il consiglio no. 1 di tutte le nonne e non indossa biancheria coordinata, vuole dire che il tempo delle notti selvagge e' definitivamente finito. Ogni tanto manca, ma poi che bello entrare nel lettone bollente e profumato di bimbi addormentati?

Da Brescia e' tutto, me ne vado a dormire...

domenica 19 settembre 2010

HO ANCORA QUEL NON-SO-CHE

POST NON POTUTO POSTARE IL 4 SETTEMBRE 2010

Serata di addio e festa di compleanno, jeans pre-gravidanze (finalmente!) e capelli al vento. Crepi l’avarizia, anche un velo di trucco.


Mi sono divertita tantissimo, erano mesi che non uscivo a ballare e il gruppo di amiche dai mille colori e provenienze e’ stato uno dei meglio assortiti della mia storia notturna.

Mi sono resa conto di essere molto arrugginita quando – dopo una bottiglia di champagne offerta dal grande Franz, proprietario del club – tutte si sono messe a ballare con sconosciuti, tranne la sottoscritta.

Stile carta da parati quarta ginnasio, per un momento ho anche temuto di aver perso non solo la verve ma anche il mio fascino, di essere veramente avvizzita tra problemi e trasloco e futuro incerto e amicizie fasulle e.

Poi, all’uscita, mi rincorre un pisquello di si’-e-no una ventina d’anni, che ballettava intorno al mio gruppo di amiche. Il suddetto mi guarda da sotto l’acconciatura emo-biondino, e mi chiede se ci vendo spesso, a Pradva, e se mi puo’ rivedere.

Sorrido, gli do un’appuntamento per la settimana a venire (che non verra’ mai, ma il resto della gang lo adottera’ di sicuro) e me ne torno a casa gaggia gaggia, che non saro’ Demi Moore ma quello poteva quasi essere mio figlio!

mercoledì 5 maggio 2010

Le ultime di Buzz

LA MAMMA E' SEMPRE LA MAMMA:

Io allo specchio.
"Mamma, che guardi?"
"Niente Gioia, oggi non mi sta bene niente, mi sento un po' brutta e grassa"
Lui, sconvolto:
"Ma cosa dici? Guardami bene: sei PER-FET-TA"
E la mia autostima cresce all'infinito e oltre...

"Sai chi e' la mia amica piu' grande?"
"Raperonzolo?"
"Macche'. Sei tu, mamma. Tu si che mi fai divertire sempre"

"Mamma, mettiti quel reggiseno che abbiamo comprato da Yamamoto, che ti fa le polpette belle"
O Dio.

"Papa', come ti piace il cielo?"
PGL e' terrorizzato si sbagliare risposta, visto che con lui Buzz continua a manifestare questi sintomi adolescenziali di ribellione folle
"Mi piace quello che piace a te"
"Papa', devi prendere delle posizioni nella vita".
"Vabbe', ma a te che cosa piace?"
"A me piace tutto quello che piace a mamma".

TUTTO IL MONDO E' PAESE:

Guardando Oprah Winfrey:
"Ah, e' uno show indiano, vero mamma?"
"A dire il vero sono americani"
"No, ne sono certo..."
"Amore, sono americani"
"Mamma, e' in India che hanno brown faces, ti ricordi anche a yoga?"
"Gioia, tutto il mondo e' paese..."

IL GRANDE MISTERO DELLA VITA:

"Mamma, come e' che sono nato io"
"Mmmm... non possiamo aspettare papa'?"
"No, mi serve di saperlo ora"
Non faccio domande, e parto con la mia versione standard:
"Mamma e papa' erano cosi' innamorati che papa' ha dato un semino a mamma che lo ha messo in caldo nell'ombelico e tu sei diventato da un sogno nel cuore ad un bambino reale. Poi siamo andati dal Dottore che ha aperto una porticina nella pancia di mamma e ti ha tirato fuori e messo nella copertina blu".
"Ok, volevo solo conferma".

Tornati dal parco giochi:

"Ti ricordi quando ti ho chiesto di come sono nato?"
"Si, tesoro"
Tremo.
"Beh, alla mamma del mio amico Isak non hanno aperto nessuna porticina"
Tremo di piu'.
"Mamma?"
"Dimmi."
"Mi sa che al prossimo bambino devi chiamare il dottore di Isak. Mi pare piu' bravo... con una parolina magica ha fatto uscire Isak dall'ombelico".
Finisco di tremare e ringrazio il cielo che per oggi l'abbiamo finita cosi'.

COMPETIZIONE

"Sai, mamma, che ho conosciuto un bambino la cui mamma ne ha fatti 3 di baby?"
"Wow, buon per lei"
"E la mamma di Marquel, ha quattro maschietti"
"Lo so, poverina..."
"Mamma?"
"Dimmi."
"Non e' che batti un po' la fiacca, tu?"

Con questo vi lascio e mi vado a fare un Lucano (magari).

venerdì 5 marzo 2010

Tassisti


La categoria dei tassisti e' molto frequentata dalle "expat di serie B" (quelle senza autista). Io in Cina ci sono partita in "C1", che vuol dire che quasi ho rischiato di sposarmelo, il tassista di turno. Poi sono passata ai riscio', ma solo fino a che ho trovato lavoro remunerato.
A Pechino avevano tutti la Xiali - auto dal colore, forma e odore indescrivibili - e costava 1,20 yuan al km. Ai tempi giravano gia' anche alcune VW, ma al prezzo strepitoso di 1,60 yuan, per me potevano girare quanto volevano. Ricordo ore sotto la pioggia, o al freddo pungente degli inverni nella capitale, l'attesa, il riconoscimento della lucina che indica che la vettura e' libera, la frustrazione di vederla sfrecciare di fronte ai tuoi occhi, perche' - chissa' - ai tempi i nasi lunghi facevano ancora paura.



I miei anni a Shanghai sono stati migliori... Dalla "C1" sono passata in "B2" (esiste?), e ho cominciato a saltare sul primo taxi di passaggio, che spesso doveva essere conquistato a pedate e ginocchiate in bocca a concorrenti in armi. Questo succede tutt'ora, ma con il super passeggino ho aggiunto l'arma letale del pestaggio piede, ancor meglio se la ruota e' infangata.

Il primo viaggio in taxi con PGL, la sera del nostro primo incontro, e' un ricordo dolce, di lui - che eventualmente avrebbea nche potuto essere un maniaco a chiedermi di andare a casa sua per un caffe' alle 3 di mattino - e di me che lo mollo in mezzo ad una strada e - ahime' - mi tocca pagare la corsa. Lui qui obietterebbe che l'aveva pagata in anticipo, ma la verita' si e' dispersa per sempre in quella notte e in quel taxi.



A Suzhou l'esperienza taxi e' sempre stata un po' piu' traumatica... spesso non capiscono, molto piu' spesos fanno finta di non capire. C'e' da dire che essendoci 4 strade che si incrociano perpendicolarmente, senso di orientamento o meno, li sgami comunque, i furbacchioni.



Nei taxi suzhouesi ho perso un paio di passeggini, PGL una borsa piena di vestiti e una paio di scarpe nuove. Che poi chiami il numero verde e ti ridono dietro, tutto cio' che di tuo e' stato recuperato gia' nella pila degli "affari" per il mercatino di fine anno.



A Shanghai abbiamo perso un moonboot ti Buzz, il giorno in cui e' cominciata la grnade nevicata, due giorni prima di partire per la settimana bianca in Giappone... Il bimbo e' tornato a casa in treno conun piee in una sportina di plastica, ma - essendo la mia Shanghai una citta' civile - con la ricevuta siamo riusciti a contattare la societa' dei taxi e a farci rispedire la scarpa in tempo utile per la vacanza nipponica.



... Ed e' proprio a Shanghai che - durante la mia giornatina sotto la pioggia di ieri - e' capitato il nuovo aneddoto pseudo-sventuroso, da aggiungere alla lista di avventure tassinare cinesi.



Giunta alla stazione, faccio la fila. Tutto e' ordinato, civile, pulito. Il mio taxi e' caldo, i coprisedile assolutamente bianchi, l'omino gentile e cordiale. Gli do la mia destinazione e lui comincia ad armeggiare con un GPS.



"Shushu (zietto), non sai dov'e' Xintiandi?"
"Ce ne sono 5, il mio tomtom dice 5... in che distretto?"



"Oddio, non mi ricordo il nome del distretto, ma e' dietro a piazza del Popolo, a circa 300 metri dal Bund... li' sono sicura che ce ne e' solo uno".



"Ok, ok, ce l'ho".



Passa un po' di tempo, poi: "Ma in che via e'?"
"Non e' una via, e' una zona. Tutti la conoscono, dai! E' possibile che non sai? Comunque dovrebbe essere all'angolo con Huahai Road"
"Ok ok, ce l'ho".



Passa altro tempo, il tassimetro sale, lui suda, fuori piove.
Io mi guardo attorno e scopro aree di Shanghai completamente nuove. Hutong mai esplorati da alcun occidentale, palazzi in stile coloniale... aspetta... ma intorno a Xintiandi non abbiamo ville cosi'...



"Shushu, puoi per cortesia ammettere che non sai dove sei? Ho un appuntamento di lavoro 10 minuti fa, sai com'e'.."



"Ma no, mancano 300 metri, guarda il mio Tomtom!"
"No, tesoro, guarda fuori tu! Su quel cartello il Bund lo danno a 3 km... mi dispiace, ma io scendo".




E cosi' abbandono l'ennesimo shushu, e salgo su un taxi freddo e sporco, con alla guida un uomo d'aspetto abbastanza inquietante, il naso rosso dal freddo o dall'alcol (non si puo' mai sapere cosa tengono nel boccione da viaggio) che ascolta le mie indicazioni e scatarra fuori dal finestrino con tutto il suo ardore.


Ma a Xintiandi mi ci porta in meno di dieci minuti, masticando semi di zucca e ascoltandosi l'opera alla radio.



Conclusione: mai credere ai tassisti puliti, soprattutto se il taxi e' nuovo e hanno il GPS. E' assolutamente probabile che voi siate i primi clienti non della giornata, ma della loro carriera!

Non so se sono capace

Ci sono cose per cui uno e' portato. Poi ci sono cose dove invece fai schifo. Quando purtroppo fai schifo in cose importantissime, all...