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mercoledì 6 giugno 2012

Stella il cane-gatto.

E’ dal compleanno della MiniWinx che non mi siedo un secondo, il cuscino della sedia sotto al portico pare piu’ comodo di una prima classe aerea e mi godo il silenzio di questa notte pre-estiva.

Ultimamente comincio le giornate all’alba, lavoro, mi occupo dei bimbi, faccio le pulizie di notte e depenno voci dalle infinite liste di lavoretti passatemi da Papi. 
Stasera, per esempio, ho dovuto vangare un buon numero di spruzzini dell’impianto di irrigazione e improvvisarmi idraulico nel sostituire pezzi di tubo da dirigere nella giusta angolazione.
Se aggiungiamo le mie prodezze con la pompa della piscine, l’impianto elettrico, le riparazioni della lavastoviglie e l’orto biologico in cui stanno crescendo pomodori profumatissimi, posso dire di essere praticamente indipendente.
Se a volte manca la forza fisica – che riconosco superiore all’uomo, un uomo nelle vicinanze lo si trova sempre, quindi capisco sempre meno la necessita’ di tirarselo in casa.

(Piccolo applauso al mio vicino di casa intervenuto sull’ultimo tubo)

Papi e’ ripartito per la Thailandia lunedi’ all’alba e, anche se  mi da piu’ lavoro dei due martuffi messi insieme, beh, mi manca. 
Anche perche’ i bambini adesso sono 3! La new entry e’ piccola e nera, un po’ pelosetta, e insieme al trampolino, da’ l’idea di quanto ormai sembriamo una famiglia stanziale.

(Il fatto che non siamo in effetti una famiglia stanziale e che tutto potrebbe cambiare da un momento all’altro, o da un contratto all’altro, e’ poi un dettaglio che per il momento non voglio analizzare).

Stella la Strega, che appartiene alla stessa famiglia di Mini-Winx, e’ il cane meno socievole del mondo. Praticamente pare che gli stiamo antipatici.
Tralasciamo che viene dal canile, che se a 4 mesi uno e’ cosi’ terrorizzato vuol dire che deve averne passate di cotte e di crude, che prima del canile e’ passata dagli accalappiacani a L’Aquila, che e’ stata separata dai suoi fratelli etc.

( Vorrei specificare che i fratelli in questione secondo me erano anche loro adottivi, essendo Stella piccola e nera in una gabbia con 5 enormi simil-labrador color miele) 


 In breve: la piccola e’ un cane notturno: dorme tutto il giorno e dalle sei in poi da fuori di matto. 
Scava buche per emulare il paesaggio lunare. 
Cosi’ scura com’e’ si confonde nel buio e devo andarla a cercare tra gli arbusti con la torcia.
Non ci si avvicina mai e se le andiamo incontro pare volerci far sparire con un battito di ciglia…. Salvo poi perdere ogni remora se in tavola ci sono prelibatezze. Nella fattispecie, Stellina adora il salmone al vapore.

Gatta travestita da cane.

Cane tanto amato che non si fa coccolare.

Ma ce ne e’ uno normale a casa mia?

venerdì 17 giugno 2011

Autoctonizzazione

Sta accadendo di nuovo, e a me prendono attacchi di panico peggiori della notte prima degli esami.
La mattina incrociamo sempre lo stesso camion che trasporta sabbia e ci sta davanti per un pezzetto di strada. Lascio i bimbi all'asilo e le mamme cominciano a salutarmi. Esco dal nido della Principessa e faccio due parole con la barista e una signora che il cappuccino delle nove lo prende sempre li'. Alla fermata dell'autobus vicino all'ufficio ogni giorno trovo la signora filippina un po' incagnita. La cassiera del supermercato sa chi sono. Ernesto della piscina e Alberto degli allarmi mi chiamano per varie manutenzioni. I vicini di casa fanno ciao con la manina quando passo con i bimbi. In ufficio non sono piu' "quella nuova" e comincio a capire qualcosa del mio lavoro.

MI STO ACCLIMATANDO.
La vita sta cominciando a diventare NORMALE.

Brividi freddi. Tanti brividi freddi.

Mi sto acclimatando e ne sono terrorizzata, perche' so bene per esperienza che ogni volta che ci si siede comodi sul divano - nella Vita cum Valigia - puo' arrivare un tornado che ribalta me e il divano. Vale la pena di mettersi comodi o dovrei stare in piedi all'erta?
Si puo' vivere in piedi all'erta?

venerdì 13 maggio 2011

Una sera come un'altra

Oggi me lo ero riproposta: raccatto i bambini dalla nonna e corro a casa per lavare l'auto di PGL, che quando c'era qui lui era uno splendore (d'altronde, quando di fa una cosa, nella vita, la si puo' fare anche bene, no?) e invece ora sopravvive alla polvere che da fine marzo si accumula sui tappetini nuovi e sulla bella carrozzeria color argento.

Invece:

Strega e' stata recuperata vomitante all'asilo dalla Nonna.

Ho dovuto mollare il lavoro di fretta e furia, avvertendo il mio capo che domani probabilmente avrei portato la bambina in ufficio. "Al prossimo giro, per come va qua dentro, apro un asilo!"

La maestra di Buzz mi ha fermato per spiegarmi quanto e' difficile interagire con mio figlio perche' e' iperattivo. Mi sono scusata.

Sono stata fermata dalla rappresentante di classe che mi ha ingaggiata per essere il COLORE ARANCIO nella recita scolastica di fine anno. Spero di non essere invece in fiera a Monaco in quei giorni...

Buzz ha incontrato Gablilele e non si e' scollato dai suoi Gormiti fino alle 5 di pomeriggio.

Stanno rifacendo la strada sui tornanti per arrivare al nostro ameno paesino lacustre, per cui sono stata mezzora ferma in coda a cantare - novita' novita' - Bella Ciao con Buzz.

La mia sala e la mia cucina sono invase dalle formiche, che ho cercato di combattere a colpi di sgrassatore e spugna (chissa' perche').

Ho deciso di ritirare le 2 lavatrici stese all'alba e di metterne su un'altra.

Mentre ero in lavanderia sono stata chiamata dagli urli di Buzz. Arrivata in sala ho constatato che le formiche nuotavano nel vomito di mela grattuggiata di Strega, ora in lacrime e zozza. Il suddetto vomito - della qualita' "a getto", ha ricreato un motivo pseudo impressionista sul mio nuovo divano blu.

Ho preso Strega, le ho fatto il bagno e l'ho buttata sul divano (l'altro) con il fratello a guardare un cartone.

Ho raccolto vomito e passato disinfettante. Intanto che c'ero ho lavato tutta la sala e la cucina.

Mentre per terra c'era bagnato, ho deciso di risettare l'irrigazione - non ce ne vengo fuori - e di dare l'acqua ai vasi in giardino.

Ho preparato e consumato cena coi poppi.

Ho lavato la cucina e fatto partire la lavastoviglie.

Ho raccolto i vestiti vomitati di Strega dal bagno e deciso che tanto valeva pulire entrambi i bagni e passare l'anticalcare ovunque.

Ho tirato su la biancheria lavata e ne ho messo un'altro giro in lavatrice.

Mi sono fatta un pezzo di uovo di Pasqua (di nascosto per evitare ulteriori vomiti/capricci) e un bicchiere di malvasia.

Ho lavato, impigiamato, dato medicine, letto storie e messo a letto i miei bimbi.

Ora scrivo mentre sta bollendo un pentolino di te', dovrei stirare le due lavatrici di ieri e lavorare un po'. La macchina non e' stata lavata, cosi' come non ho depennato nessuno degli altri "mestieri" in lista. Ripenso a quello che mi ha detto oggi la mia amica di sempre: " non ti sembra, a volte, che stiamo buttandola nel cesso, la nostra vita?".
A volte si.
Ma poi arriva la sera, e c'e' sempre la speranza del domani, e la soddisfazione per qualcosa che e' successo oggi. Anche se piccolo e irrilevante agli occhi di tutti.

Mi sa che non stiro.

Buona notte, donne "ordinarie", con vite speciali e movimentate. Guerriere del quotidiano, come un po' mi sento io, questa sera.

venerdì 22 aprile 2011

In ricostruzione

Cari miei,

mi scuso per l'assenza prolungata, per la mancanza d'ispirazione, per la primavera incasinata... e' da un po' di giorni che ho in mente di ricominciare a scrivere, ci ho riprovato ingenuamente da un hotel di Canton la scorsa settimana, dimenticandomi dopo mesi di liberta' della censura cinese.

Ho detto Canton?
Ho detto Canton.

Eh si, perche' alla fine ANCORA CINA e' uno stile di vita, e Mamma-Lau-Donna-In-Corriera non puo' assentarsi troppo a lungo, no?
Ho cominciato a lavorare.... e mi piace!
Sto imparando tantissimo, sbagliando un po', viaggiando come ho sempre desiderato fare.
Ci sono pero' un paio di problemini, in questa mia ripresa di carriera:

PROBLEMA NO 1:
Mio marito. O non-marito, come i non-compleanni di Alice.... perche' PGL e' in Australia, e ci stara' per un sacco di mesi. A noi manca un papa' e a me manca qualcuno con cui dividere le magagne giornaliere, soprattutto visto e considerato che da un mese a questa parte abbiamo un...

PROBLEMA NO 2:
Abbiamo comprato casa. Anzi, non casa, ma "Perfect House", per gli amici PH.
Un problema questo? Assolutamente no, se non fosse che:
1) ci metto un'ora ad arrivare al lavoro perche' PH e' in un bellissimo villaggio sul lago di Garda, a 30 km dalla citta'.
2) PH e' enorme e non ho una ayi.
3) PH ha un giardino enorme e io non so usare la macchina tagliaerba e, non funzionando l'impianto di irrigazione, mi devo svegliare alle 5 di mattina per innaffiare.
4) PH e' piena di scatoloni che mi devo smazzare da sola - vedi PROBLEMA NO 1.

Le cose positive sono: una famiglia sempre presente, internet e skype per parlare con PGL, la famiglia di PGL che viaggia su e giu' per supportare, l'aria buona che fa crescere il mio bimbo grande senza piu' tutte le crisi d'asma che ci hanno accompagnato negli ultimi anni.

Il bilancio e' per cui positivo, e la vita incasinata nutre la mente, quindi state pronti a una ri-partenza di questo blog, con Buzz e Strega forse meno cinesi di un anno fa, ma sempre pronti a farvi sorridere!

lunedì 27 settembre 2010

Home Sweet Home

T: Mamma, why does it take so long for my new house to be ready?


L: Amore, because we want it to be perfect... it would be silly to move into a house when it is not 100% ready, right?

T: and why that boat with my things is slow like a turtle?

L: oh, there were some turbolences in the sea.

T: Mamma?

L: yes?

T: I wonder where my new house will be.

L: me too, sweetie. Me too.

lunedì 2 agosto 2010

Metri cubi e scatoloni

Ci sono dentro fino al collo, anzi, molto piu' dentro di quanto pensassi di esserci dentro.

Stamattina e' venuta la prima azienda per il trasloco, tanto per capire quanto siano lievitati i 5 metri cubi importati dall'Irlanda. Essendo io molto ottimista e probabilmente un po' ingenua, non capendone poi molto di numeri e volumi, mi sono detta: arriveremo a 7. L'ho anche detto al trasportatore ".ma si, massimo saranno 6 o 7". "E le bici?" mi fa lui. Ovvio che le bici dei bimbi vengono. "E in cucina non hai nulla?". Ma si, cosa vuoi che tenga il Bimbi, e un po' di tazze, e il servizio da te' giapponese, le tazze da sake', le ceramiche tailandesi... "I libri?", saranno due casse, no? "Facciamo 8".

Pare che io sia lievitata e triplicata in tre anni. Ho 15 metri cubi di roba e tanta voglia di piangere.

In piu' - come mi piace ricordare a tutti voi - non ho ancora una destinazione. O forse rifiuto di ammettere che la destinazione c'e' e a me non piace per niente. Non mi va di vivere in Inghilterra, non voglio neanche provarci. Sono stanca di provare e riprovare e ambientarmi in un mondo che comunque non e' mai "casa". Mi si spezza il cuore al pensiero che io a casa non tornero' mai, che saro' sempre straniera in terra straniera, che aspettero' le vacanze trepidante ogni volta per sentire l'odore dell'Italia, per annusare l'espresso dell'areoporto.
Questo non mi va giu', piu' di tutto il resto, anche se - come un mantra - continuoa ripetermi che l'Inghilterra e' piu' vicina della Cina, che sono compromessi, che.

Sono stufa di compromessi.
Se devo abbandonare la mia vita di qua, devo farlo per lo meno con la speranza di un qualcosa di meglio all'orizzonte, dove invece c'e' solo nebbia e pioggia, pare.

Sopportatemi, vi assicuro che di questi post ne arriveranno a gogo' nel prossimo periodo.

mercoledì 21 luglio 2010

Il primo pesto non si scorda mai...

Questo e' un post commemorativo. Commemoro che finalmente - un inchino ai monsoni - il mio basilico e' cresciuto abbastanza per la prima mietitura, e mi ha regalato 3 piccoli vasetti di pesto che razionero' con parsimonia.
Eh si, cari miei, e' arrivato il grand caldo, che quest'anno pero' lascia meno stanchi del solito, vuoi perche' mi sono rassegnata a trascorrere lunghi periodi in casa con il condizionatore acceso (e non abbiamo zanzare!), vuoi perche' so che sara' la mia ultima estate cinese, per cui la prendo come va.
Suzhou quest'anno e' abbastanza popolata, i bimbi sgarrupini sono pieni di inviti per pomeriggi di gioco, lo shopping pre-partenza mi sta riempiendo le giornate... il progetto felice del mese e' arredare con mobili reali la mia futura casa immaginaria. L'unico problema e' trovare un posto dove costruirla, questa casa! Per il resto, so che ci saranno muri azzurri, gialli e rossi, tante belle immagini della mia famiglia, ricordi di viaggio, parquet in terra e - finalmente - il mio Buddha adorato fuori dalla sua cassa di legno.
Passo da momenti positivi e costruttivi come oggi, in cui ho gia' deciso che stencil vanno nella camera dei bambini e sono pronta ad informarmi sull'effettiva esistenza di una vernice "glow in the dark" per un cielo stellato che illumini i loro sogni, a momenti di disperazione nera. Mi dico " ma sara' poi vero che ci si sta per fermare?" " E se non mi piace dove ci fermiamo?" " E se non trovo amici veri?"... ma poi passano le paturnie, di amici veri ne ho e di sicuro ne avro', visto che abbiamo visto bene che quelli "falsi" tendono ad autoeliminarsi con un colpo di spugnetta.
Vado a controllare la pasta al forno estiva (qui si magna con tutte le temperature) e vi abbraccio. Dovunque voi siate.

giovedì 24 giugno 2010

L'amicizia e le patatine


In questi giorni ho tanti pensieri, corro in continuazione e cerco di organizzare gli ultimi due mesi a Suzhou... eh si, pare proprio che tra poco si torni a casa! Che poi "casa" sia un concetto assolutamente astratto e' un altro discorso, ma a questo punto la Famiglia Sgarrupina necessita di aria fresca e nuovi stimoli.

Quando si arriva alla fine di un periodo, e purtroppo e' successo spesso negli ultimi dieci anni, la cosa piu' triste e' salutare gli amici, quelli che sono stati parte integrante delle tue giornate e quelli che hai conosciuto da poco e sai che sarebbe potuta essere un'amicizia bellissima, quelli del caffe' settimanale, quelli che ti bussano alla porta ad ogni ora, quelli dell'asilo, dell'appuntamento dalla manicure, dei bambini che giocano insieme.

Soprattutto dei bambini che giocano insieme.

Buzz ieri ha fatto promessa solenne ai suoi amici gemellini di essere migliori amici per la vita, e a me tremano le gambe. Tremano le gambe al pensiero che i gemelli vanno in ferie tra due settimane e forse Buzz non lo vedranno mai piu'. Tremano le gambe perche' io penso ai miei "migliori amici per la vita" e so che non importa dove vado a finire, comunque abbiamo avuto anni e anni di interazione e abbiamo le basi per mantenere la nostra promessa di esserci sempre, l'un per l'altro.

A mio figlio cosa do, invece?
Frienship fries. Amicizie usa e getta, veloci, che creano mini cicatrici ma nessuna radice.
Un po' come mangiare Mc Donalds invece che una sana pasta al pomodoro.

Non sto parlando della qualita' delle persone, ma del rapporto. A cinque anni c'e' bisogno di mesi, di anni per avvicinarsi, capirsi, litigare, sognare, crescere insieme. Le amicisia meravigliose che durano una manciata di mesi in terra straniera contano veramente? O sono come le amicizie dell'estate al mare? E se sono come le amicizie dell'estate al mare, dove recupero io amicizie "per sempre" per i miei topi?

E' utile  riempire album fotografici con immagini di persone che tra cinque anni non ricorderemmo neppure, o ricorderemo con amarezza? 


Mi fa soffrire pensare a quanto sono stata fortunata io.
Sono terrorizzata di non poter garantire la stessa fortuna ai miei bambini.

venerdì 5 marzo 2010

Viaggio

Viaggio come percorso o come destinazione?
Questo mi chiedo arrancando dietro a PGL, durante una delle gite domenicali. Eh si, perche' lui vive a tacchette... io invece mi perdo il bancomat in borsa ogni due giorni, e non so mai dove ho appoggiato il cellulare.
Dicono che Dio li fa e poi li accoppia... e anche se ogni tanto pare che fossimo proprio gli ultimi due cioccolatini della scatola, che o cosi' o pomi', poi invece ci troviamo seduti uno accanto all'altra all'areoporto di Shenzhen. Tutti e due un po' tristi a conclusione della vacanza ad HK.
E io penso...
Di solito, quando una vacanza finisce, c'e' sempre un goccio di nostalgia... non si vorrebbe abbandonare tutto quello che di nuovo e' diventato quotidianita'. Allo stesso tempo, pero', e' anche dolce tornare alla propria casa, alle proprie abitudini. Uno sogna di disfare le valigie, di sedersi sul proprio divano, di andare a prendere un caffe' e leggere il quotidiano al bar, la mattina seguente.
Ebbene, il nostro problema e' che noi rientriamo da un paese X ad un paese Y, che comunqeu non e' casa! Checche' mio figlio insista a mettersi in coda al controllo passaporti non con gli stranieri ma con i cinesi, noi cinesi non lo siamo. Questa non e' casa. Il caffe' fa schifo, il quotidiano me lo oscura la censura e... tada': la valigia non e' arrivata.

Mi sorge solo un dubbio: dov'e' casa per noi 4, come famiglia?

lunedì 13 luglio 2009

L'Italia delle diversità

Ogni volta il rientro è strano. Ogni volta diverso.

Mercoledì sono stata all'Auchan con mamma e pargoli e sono rimasta scioccata dalla taglia media delle donne italiane! Vedete, anche se io faccio autocritica continua - soprattutto da quando sono arrivati Sophie e l'Hashimoto - sono abituata ad essere circondata da un'esercito di fatine taglia 36, tutte senza fianchi e seno. All'Auchan di Suzhou vendono mutande per creare l'effetto del sedere mancante, i reggiseni sono imbottiti all'inverosimile e sulle cosce asiatiche non si trova un grammo di cellulite neanche al microscopio. Persino il piede asiatico è minuscolo, e chiedere una scarpa numero 38 crea attimi di ilarità tra le commesse.
Ecco... all'Auchan di Brescia è tutto diverso. Forse di solito sono troppo concentrata a individuare prfumi e a scoprire deliziose mercanzie di cui ho sentito la mancanza nei mesi di espatrio, forse d'estate - con le cannottiere e le cosce nude - è più facile guardarsi in giro. In definnitiva: che gioia vedere che ognuno è diverso, che ci sono culetti e culoni, pancette, tartarughe ninja ma anche maniglie dell'amore!... Uno si sente di nuovo normale nel mezzo di tanta diversità, si scompare in quanto diversi in un mare di diversi e non più unica eccezione tra una miriade di teste nere, calzette di nylon, braccina diafane e ombrellini prendisole.
Tutto questo, dopo mesi di depressione nera dopo ogni lezione di yoga in cui, più che Mamma in Forma, mi sento come l'Orso Yogi in mezzo a una selva di giunchi.

A parte le dimensioni medie della popolazione, e il fatto che ad ogni rientro scopro con piacere che siamo più "colorati" e cosmopoliti, non è ancora successo nulla di eclatante. Aspetto con tutto il cuore gli amici di sempre, che mancano quotidianamente nella mia vita fuori porta e che poco riesco a godermi ora che non si è più una manciata di cuori colla chitarra.
Ognuno ha la sua vita. C'è da fare la spesa. Gli impegni fino a dopo cena. Il corso prematrimoniale. I bimbi in arrivo e i denti che pungono. Il lavoro e la famiglia.

Nella mia Italia delle diversità, in cui tutto ogni volta è diverso e diversa sono anche io, ogni volta, ricerco disperatamente un po' di quella leggerezza di cuore del"prima della Cina", quando mi sentivo fresca e il mondo non potva che stupirmi con sorprese meravigliose.

Cercando cercando, si annullano di fronte a me i problemi del bel paese, la pattumiera e la crisi economica. Non mi importa nulla di politica, non capisco niente di raccolta differenziata...
Io torno per il cielo ed i campi verdi che respiro a fondo per colorare le giornate grigie della mia vita quotidiana. Torno per sentire l'odore della mia terra amata.
Torno per trovare un pezzettino di cuore che si è perso tanto tempo fa e senza il quale a volte mi pare di non riconoscermi più allo specchio.

"C'è un buco al centro del mio cuore,
proprio dove un tempo c'eri tu.
Un buco che non so colmare,
perchè la chiave l'hai con te".

venerdì 8 maggio 2009

Horizon e l'Isola che Non c'e'.




La temperatura sale, i cinesi abbandonano le mutande di lana e, senza i soliti cinque strati di vestiti, sembrano ancora piu' magri del solito.


Io vivo con due bimbi perduti - ovvero la nuova trasformazione di Buzz e Streghetta che sono ormai allo stato brado tra laghetto e parco giochi nel fantastico mondo di Horizon.
Anche qui, mentre giriamo in tenuta da spiaggia, con tanto di pelle che sa di crema abbronzante e sacco di iuta contente i giochi da sabbia, incontriamo pirati, anche se assomigliano piu' a gang di ragazzetti finlandesi muniti di pericolose mitraglie a pallini. Poi ci sono le sirene, i sassi che trasmettono il telegiornale, i laghetti pieni di carpe colorate e decine di bambini molto piu' puliti di noi, che cerchiamo di spruzzare con un po' di polvere di fata perche' siamo sempre in cerca di nuove reclute. Io mi sento un po' Wendy e un po' disperata, a seconda che mi trovi grattare via lo sporco dalle ginocchia grasse di mia figlia che gattona tra uno scivolo e un parco di sabbia o che mi dondoli felice con le due bestie, mangiando un magnum mentre guardiamo le carpe nuotare leggere nel laghetto sotto casa.


La grande novita' della settimana e' che Streghetta va in bici. E' orgogliosa e si tiene forte forte con le manine e spinge con i piedi. Essendo una sorella minore non ha la bici di Barbie, ma si cucca quella azzurra con il gatto parlante che non parla piu'. Visto che la suddetta bicicletta e' appartenuta un tempo al piccolo Buzz e che ai tempo Papa' Gambalunga l'ha adattata togliendo il poggia piedi e il cerchio salva bambino, Strega si da' da fare alla meglio: un piede sulla barra e uno striciante. Ah, e che altra bambina a Suzhou ha una cintura salva bimbi della Denny Rose?


Mentre la piccola si da da fare, impara a stare in equilibrio da sola e tira fuori dentini che e' una meraviglia, il solito Buzz mi sorprende con effetti speciali.

Tralascero' la festa della mamma e la mancata colazione a letto (visto che il piccolo ha dormito piu' di me), il regalo, il brunch elegante allo Sheraton, il bagno nella piscina dello Sheraton IN MUTANDE e tutti i commenti del piccolo mostro a riguardo. Tralascero' anche l'ultimo litigio pre-nanna con PGL.

Ma alcune cose non riesco a tralasciarle:

1) BUZZ E' COMUNQUE UN UOMO

M: amore, ma non hai visto che ho fatto la pedicure? Ti piace il mio colore? Non mi fai mai piu' un complimento, com'e' che non mi dici piu' che belle scarpe, che bella borsa...?
B, guardandomi con un grosso punto interrogativo sopra la testina: ma che bello smaltoooo! E che bei piediniiii! E che bello tutto! E che bella maglietta, e che bella mammaaa!.. Contenta cosi'?


2) BUZZ E LA RIPRODUZIONE ESPONENZIALE.

Premetto che a Suzhou tutte sono sempre incinte. Nel nostro piccolo abbiamo moglie di collega di papa' incinta, amica di mamma incinta, mamma di amichetto di Buzz incinta, Dolly che ci porta a casa le verdure incinta. Siamo inoltre accompagnati da ulteriori donne expat che incinte non ci sono ma vorrebbero tanto rimanerci. A questo aggiungiamo una nuova maglietta rossa abbastanza scollata e indossata con un giusto reggiseno.

B: mamma, ma nella tua pancia c'e' un altro bimbo?
M: perche'? No, ovvio che no. Da dove ti vengon queste idee... saro' mica ingrassata?
B: ma, e' che mi sembra che tu sia piu' grande qui (e mi tocca il seno)... secondo me ce l'hai un altro baby. Come lo chiamiamo questo baby?
M: amore, ti assicuro che non c'e' nessun baby. Mamma ha finito con i baby in pancia.
B: ma perche' non lo vuoi piu' un altro baby?
M: facciamo cosi'; il prossimo lo andiamo a prendere gia' fatto al mercato, ok? Che in pancia piu' di due mamma non ce la fa a portarli.


3) EFFETTO EXPAT-LAND

Dopo un pomeriggio di giochi con il migliore amico di sempre, come al solito sono pianti e urla fino a casa.

M: topo, ma perche' piangi cosi' tanto, sai che lo rivediamo presto, il tuo Joshua...
B (piangendo): non piango per Joshua... e' che voglio anche io una casa con le scale e la piscina in giardino, mamma.
M: mah. Parlane con papa'...


4) CONFUSIONE INTERCONTINENTALE

Che i bambini si confondano a vivere come viviamo noi e' cosa certa. Ieri mattina ho incontrato un'amica slovena che tutti i suoi figli (3) li ha partoriti in Cina e che e' abbastanza stanziale a Suzhou, visto che - tra l'altro - ha due case di proprieta'. Apparentemente il figlio maggiore, di anni 5, si e' lamentato di dover sempre spostarsi da Suzhou alla Slovenia (tornano a casa una volta all'anno, non ogni mese). Yasha ha chiesto alla mamma perche' non la fanno finita e si trasferiscono in Slovenia. Quando gli e' stato risposto che non si poteva, che qua avevano casa e ayi, il piccolo ha messo giu' un piano perfetto: la casa la vendiamo e l'ayi viene con noi.
Semplice, no?

Io, nel mio piccolo, sto cominciando ad affrontare un prossimo trasferimento con Buzz.


PRIMO TENTATIVO: TRASFERIMENTO A TEMPO DETERMINATO

B: la maestra ha detto che nel campo estivo giochiamo con l'acqua.
M: amore, il campo estivo probabilmente tu non lo fai
B: ma io voglio farlo!
M: ma andiamo da nonna. Non sei contento di andare un po' da nonna!
Ci pensa.
B: ok, ho un'idea. Il campo estivo lo faccio all'asilo di Brescia cosi' mi vedo con il mio amico Paolo.

RISULTATO: positivo. A parte la memoria da elefante di Buzz che si ricorda ancora del nido che ha frequentato per due mesi all'eta' di due anni, mi e' parso un po' triste di saltare il campo estivo, ma in generale contento dell'idea di tornare in Europa.


SECONDO TENTATIVO: LASCIARE SUZHOU

M: amore, ma se papa' trova un lavoro in un altro posto e dobbiamo andare via?
B: in Cina?
M: non lo so... magari in Cina, ma anche in qualche altro posto.
B (lagnandosi): noooooo.
M: ma questa non e' la nostra casa per sempre, topo, un giorno ce ne dovremo andare a costruire una casa per sempre, sai?
B: beh, allora andiamo a Pechino, che ci sono i miei amici Josh e Sean cosi' poi vado all'asilo con loro.

RISULTATO: medio malino. Accetta un pseudo cambiamento, ma sempre in Cina e in luoghi in cui eventualmente conosce qualcuno.


TERZO TENTATIVO: LA CASA NUOVA

M: ma se andiamo in un altro posto magari abbiamo una casa con il giardino, e forse un cane?
B: ma questave' la mia casa! E il mio parco giochi, e la mia scuola e la mia maestra e il mio Bookworm, e i miei giochini, e i miei amici e..

RISULTATO: malino tanto. No comment.


QUARTO E ULTIMO TENTATIVO: DEFINIAMO LA PROPRIA NAZIONALITA'

Passante cinese: ma che bel bambino? Sei americano?
B: no, sono Suzhouese.
P (ridendo): ma noooo! Da dove vieni?
B: da Suzhou.
P: si, vabbe', ma dov'e' casa tua?
B (spazientito): La mia casa e' a Suzhou! Vengo da Suzhou!
P: E il tuo papa' e la tua mamma?
B (guardandolo come se fosse un povero pazzo): Se io vengo da Suzhou, ovviamente mamma e' Suzhouese, papa' e' Suzhouese. Anche mia sorella minore e' Suzhouese!

RISULTATO: e me lo chiedete ancora?


giovedì 12 febbraio 2009

Umori primaverili


E' quasi un mese che non scrivo, perdendo cosi' per strada spunti ed idee preziose che avrebbero potuto fare bella scena sul mio blog: per esempio, Buzz e' restio ad uscire nei giorni ventosi perche' teme che gli "volino i capelli". Con la ayi non vuole stare perche "annusa cattiva". All'asilo non vuole andare perche' apparentemente non hanno camere da letto, che ultimamente sono la sua cosa preferita. Ultimamente, inoltre, ha gravi crisi di personalita' e si immedesima con vari supereroi, ma anche con cani (la Pimpa) di sesso femminile e felini zuccherini (la Pantera Rosa). Streghetta, intanto, saluta con la manina ogni persona che si incontra e mangia. Mangia. Mangia. Non fa nulla di nuovo, ma mangia piu' di qualsiasi altro bebe' del baby group di Suzhou!

Oggi e' un giorno di primavera: ciliegi in fiore, 26 gradi buoni, Streghetta con il cappellino a fiori e parcogiochi pieno zepo di bimbi di tutte le forme e colori. Che gioia! Che bello vedere il cielo blu e rendersi conto che il grande popolo di mezzo si e' levato almeno uno dei 5 strati indispensabili durante l'inverno cinese! Essendo il piccolo Buzz ormai naturizzato, ho impiegato piu' di un quarto d'ora a spiegargli che si potevano evitare le calzamaglie di lana di nonna, ma alla fine ha fatto un figurone con i suoi calzetti da carcerato inglese (no!!! Le calze a righe non le voglioooo!!!).
Pur essendoci nell'aria tanto sole, probabilmente questo non arriva fino alla lontana Changshu, sede della fabbrichetta in costruzione dove vive Papa' Gambalunga, che da due giorni ormai si aggira immusonito e grigio tra le bianche mura domestiche.
Ma dico! Svegliati fuori! Odora i fiori! Comincia a mettere giu' piani anti-zanzara! Fatti una Sambuca ma piantala li' con 'sti musi che non convinci nessuno, nemmeno te stesso! Same-same come sempre, io lascio sbollire gli animisurriscaldati da che-ne-so, e mi godo un po' di pace e pigrizia: quando il GL e' di luna non solo non parla, ma non mangia ne' mette giu ' improbabili richieste che rendono le mie giornate piene di corse da pseudo-segretaria!

giovedì 17 maggio 2007

Nostalgia 2

Sono un paio di giorni che ho il cuore pesante e non capisco perche'. Sbalzi ormonali, di sicuro. Cambiamento, caldo a cui non sono piu' abituata, ecc ecc ecc. Di sicuro.
Ma c'era qualcosa di piu'... qualcosa che non riuscivo a trovare il modo di capire, dentro di me.
Poi ieri ho conosciuto questa signora australiana gentilissima, che mi ha raccontato un po' delle sue esperienze di vita e di come mi capisce perche' anche lei la prima volta che ha traslocato aveva un bimbo di 18 mesi. A quel punto mi si e' accesa un lampadina, o mi si e' accesa nel momento in cui ho cominciato a raccontare che Tomas a casa era diverso, che era piu' sereno, indipendente, meno collerico di sicuro. Salutata la tipa ho continuato la mia giornata, siamo andati al parcogiochi, ci siamo sommersi di sabbia, casa cena doccia e tutte le routine della nanna. E poi cena per Jon, prepara pranzo per Jon, lava i piatti, da l'acqua alle piante e traduci per un'ora fino a che sei troppo stanca anche per lavorare. Servizio interessantissimo di Discovery Channel sugli Horror Movies Asiatici e nanne fino al campanello dlele 2, quando a casa mia si comincia a ballare.
La sveglia e' arrivata alle sei, il peso al cuore ancora presente. Mi sono resa conto che e' brutale e semplice nostalgia. Mi sono resa conto che fa piu' male del solito perche' ora io ho due posti nel cuore: due "case", due gruppi di amici, due vite quotidiane, due posti di quotidianita' di cui mi viene voglia, e che mi pungono in pancia quando ci penso.
Conclusione: che sfiga.

L

PS: In questi giorni non riesco a togliermi dalla testa che ad Herbert Park ci saranno tutti gli alberi in fiore, e che l'anno scorso quando ci camminavo con Tomas pensavo "che bello l'anno prossimo quando cammina". Poi penso a Cecilia che ci cammina con Ian e il passeggino, e Mona e Susanti, e la casa di Susanti sempre aperta per gli amici, e i caffe' da Yvonne e le passeggiate fino a Donnybrook e le telefonatone con Stefania. Non e' solo perche' mi sento particolarmente sola. E' voltare pagina, che non e' come dirlo, ogni volta.

Non so se sono capace

Ci sono cose per cui uno e' portato. Poi ci sono cose dove invece fai schifo. Quando purtroppo fai schifo in cose importantissime, all...