Visualizzazione post con etichetta nostalgia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta nostalgia. Mostra tutti i post

venerdì 21 settembre 2012

Un amore romantico

Per venire in ufficio passo tutti i giorni sotto il ponte della tangenziale.
Da un paio di settimane qualcuno appende ogni paio di giorni un lenzuolo bianco... con scritte d'amore.
Lui e' "il Signore del Cofano".
Lei la chiama "Z".
Vuole donarle il suo cuore.
Vuole che lei diventi la sua Stella.
Disegna cuori, usa pittura color oro e rosso... un po' demode', forse poi gli puzzera' l'alito... ma in questo mondo cinico e arrabbiato, dove uno e' sempre di corsa e non ce ne e' per nessuno, a me i messaggi d'amore del Signore del Cofano tengono compagnia. Vorrei che Z. gli desse una chance. Vorrei pero' che lui continuasse a stendere lenzuoli per lei, che lei rimanesse la sua stella. Anche dopo tanti anni e tanti figli, lavoro, lavatrici e polveri in casa.
Allora si, sarebbe una bella storia di amore romantico...

martedì 19 luglio 2011

Polpenaze Town e nostalgia canaglia

Ho trovato un mini cosmo di stranieri in patria, "perche' le bresciane escono solo con le bresciane, cara mia, e tu di bresciano non hai niente", come dice l'amica L.


Io di bresciano ho ricordi, amici di infanzia, luoghi e profumi... ma forse e' vero che la mia immagine e' stata cristallizzata nell'immaginario collettivo ad una Laura 18enne che non sono piu' da tanto tempo. Lotto per farmi capire Laura2011, ma mi sembra spesso di rimbalzare contro muri di gomma.


Allora esco con mamme hostess che viziano i loro piccoli comprando pacioccate tra scali a Toronto e notti passate nel Ghana, quando si addormentano odiando il pensiero del proprio bimbo abbracciato all'aupair. 
Ho una mamma veneta con un papa' milanese che vive a Roma da due anni. 
Una mamma toscana che mi mette musica nelle orecchie e piccoli inglesi la cui nonna si e' trasferita in fondo alla nostra via per dar via libera alla carriera di wedding planner di una mamma biondissima, dolce  e solare - che se la conosci non le chiedi solo di organizzarti il matrimonio ma anche di infondere un po' di zucchero nei tuoi confetti. 
In ufficio parlo inglese tutto il giorno perche' la mia "compagna di banco" e' di Bristol.
Oggi pomeriggio, poi, viene a trovarmi un'amica - sorella con cui ho condiviso il primo anno di vita del mio piccolo eroe a Dublino.


Ho una vita internazionale in Polpenazze Town, eppure mi mancano le piccole cose, della mia Cina. Quelle piccole cose che fanno la differenza.
Mi mancano le pesche enormi, insipide e dure, perche' odio tutto il succo che cola da quelle nostrane, tutte zuccherine e polpose.
Mi manca una buona pedicure, che i miei piedi sono rovinati.
Mi manca una sera a ballare con la vicina di casa pazza. L'amica British che si imbarazza di fronte ad approcci di marmocchi studentelli in discoteca, le folli latino-americane e i monsoni che ti inondano e ti bloccano sotto tettoie cadenti negli angoli piu' sporchi della citta'. Vivo con  la felpa, in quest'Italia freddina, mentre gli autoctoni professano "caldi boia" e si lamentano di continuo. Sono pazza? Forse... ma non so che darei per un po' di monsoni, umidita', pavimenti che trasudano acqua e quei caffe' interminabili sempre con Vicina Pazza quando non si riesce ad uscire neanche per andare a prendere il latte. Mi manca persino il latte fresco, che qui vado avanti a uth da dodici litri a settimana.
E la sera sto a fissare la superfucie della piscina sperando di scorgere la prima goccia. Aspettando che lavi tutto via.

sabato 25 dicembre 2010

Manca poco...

... e come al solito tutto si e' rovinato.
La mia immagine di fuoco, albero vero e profumato, famiglia, amore, calore, progetti etc.
Rovinato come tutti gli anni dai mille scazzi veri ed eventuali.
Non ho voglia di parlare. Vorrei solo un po' di magia nella mia calza.
Un po' di quella magia di dieci anni fa, dei Natali in taverna con i biscotti di mamma, l'amico peruviano, Sam e le sue disavventure, il moroso storico con le dolci note della sua chitarra, la migliore amica frizzante e incasinata, l'amico del sol levante che si nascondeva sotto al tavolo ogni tre per due, il Cecca con la sua calma apparente, Paola e tutte le sue lavorazioni, l'altra Paola con qualche delusione... il fuoco e i sogni.

Non scrivo fino a che non ho qualcosa di bello sa scrivere.
Non sta bene scrivere di malumore.

venerdì 7 maggio 2010

Amore su un filo di seta

Chissa' se la gente sa di essere amata.
Ogni tanto ci penso, e penso a tutte le persone a cui ho voluto bene nella mia vita.

Come nonna Sofia, per esempio.
Da quando e' nata Sophie - che poi un po' ci assomiglia veramente - ho il suo nome sempre sulle labbra, e penso a quanto mi avrebbe sgridata, quando mi avrebbe insegnato, come sarebbe stata contenta dei miei bambini, la mia nonna.
E penso a quanto l'ho amata, e spero lei sapesse quanto e' stata importante per me. Quanto mi ha insegnato, nonna! Cose stupide, ma che tornano in mente all'improvviso, e sai che sono parte di te come i peli sulle braccia o la fossetta di quando sorridi.
Il passato di verdura che faccio per Buzz la sera, la mela grattuggiata, l'uovo sbattuto a merenda. Ogni volta e' come se anche lei li potesse abbracciare, i miei bambini. E poi, fa caldo e cammino scalza, e la sua voce mi romba immediatamente in testa "non girare a piedi nudi che prendi freddo!". Oppure, come stamattina, entro in ascensore e mi rendo conto che la mia t-shirt e' veramente scollata (probabilmente acquisto di un periodo d'allattamento): " dove vai fuori cosi', metti in mostra tutta la mercanzia!".
Ho riso per dieci minuti di fila, nonna.
Chi lo dice piu': la mercanzia?

Tutto esiste sempre, dentro al cuore. Riemerge a pezzetti.
Nessuno viene dimenticato.

E allora oggi lo grido forte, a tutti voi che avete messo la tacchetta dentro di me: alla mia mamma che non ho potuto festeggiare, al mio fratellino che i bimbi adorano, alle mie amiche panzute per cui vorrei essere zia Lau e a tutti gli altri: il mio amore corre, come su un filo di seta.

E non importa dove siamo, sento il vostro di rimando, ogni volta che ne ho bisogno.
Il mio cuore condivide anche se non lo sapete, quando assaggio un piatto che so e' il vostro preferito, se vedo in vetrina una borsa che so avreste comprato, quando i bambini vi nominano e guardiamo le vostre fotografie.
Ogni tanto fa male, ma anche bene.

E' bello che l'amore possa correre su fili di seta.

venerdì 5 marzo 2010

Ancora Buzz

"Sei la gioia grande della mia vita".

"Cosa vuoi dire?"

"Che se non ci fossi la mia vita sarebbe cosi' triste, ma cosi' triste che forse non varrebbe neanche la pena viverla..."

Sgrana gli occhioni, da sotto la coperta di Buzz:

"Scusa mamma..."

"Perche' scusa, tesoro?"

"Non ci vado piu'. Non voglio che tu sia triste... e allora quando vado a scuola per cosi' un lungo tempo tu stai tutta triste a casa?"

"Ma no, non preoccuparti! In fondo so dove arriva l'autobus, no? Quindi basta che mi metta li' all'ora giusta e tu torni sempre, vero?"

"Gia'. Non dimenticarti dell'autobus.Io poi torno li', tu devi stare tranquilla, ok?".

Ci siamo invertiti di ruolo. Un tempo, neanche tanto tempo fa, ero io che cercavo di spiegargli che all'asilo ci stava solo un po' e poi sarebbe tornato dalla mamma...

Viaggio

Viaggio come percorso o come destinazione?
Questo mi chiedo arrancando dietro a PGL, durante una delle gite domenicali. Eh si, perche' lui vive a tacchette... io invece mi perdo il bancomat in borsa ogni due giorni, e non so mai dove ho appoggiato il cellulare.
Dicono che Dio li fa e poi li accoppia... e anche se ogni tanto pare che fossimo proprio gli ultimi due cioccolatini della scatola, che o cosi' o pomi', poi invece ci troviamo seduti uno accanto all'altra all'areoporto di Shenzhen. Tutti e due un po' tristi a conclusione della vacanza ad HK.
E io penso...
Di solito, quando una vacanza finisce, c'e' sempre un goccio di nostalgia... non si vorrebbe abbandonare tutto quello che di nuovo e' diventato quotidianita'. Allo stesso tempo, pero', e' anche dolce tornare alla propria casa, alle proprie abitudini. Uno sogna di disfare le valigie, di sedersi sul proprio divano, di andare a prendere un caffe' e leggere il quotidiano al bar, la mattina seguente.
Ebbene, il nostro problema e' che noi rientriamo da un paese X ad un paese Y, che comunqeu non e' casa! Checche' mio figlio insista a mettersi in coda al controllo passaporti non con gli stranieri ma con i cinesi, noi cinesi non lo siamo. Questa non e' casa. Il caffe' fa schifo, il quotidiano me lo oscura la censura e... tada': la valigia non e' arrivata.

Mi sorge solo un dubbio: dov'e' casa per noi 4, come famiglia?

giovedì 11 febbraio 2010

Sopravvivenza all'inverno Suzhouese

E' ritornato il freddo. Un freddo cane, che quando dico "cane" abbaia pure.
Stamattina nevicava palle di ghiaccio, tictictic sull'ombrello mentre accompagnavo Buzz all'autobus maledendo la Tartaruga Golosa da rifocillare all'altra estremita' di Horizon e la Zia Nutella che mentre io sto qua al gelo a rifocillare tartarughe prende il sole a Cebu.
"Mamma, ma e' neve?"'
"Pare grandine, un po'".
"E cosa e' la grandine"
"Come ghiacciolini che scendono dal cielo".
Buzz ride a crepapelle... "magari e' Dio che ci lancia i popcorn!!"

Che trovate allucinanti, il mio ometto. E domani parte nonna, e avremo tutti il cuore un po' spezzato. Non riesco ad immaginare di stare qui per tanto tempo senza di lei, e non riescono ad immaginarlo neanche i miei bambini. Buzz non vede il motivo del suo rientro. Strega non vuole piu' l'ayi ma solo lei.
Sopravviveremo?
Per renderci il distacco piu' dolce, PGL ha prenotato una vacanza ad HK. Disneyland per il capodanno cinese... chissa' che bello!

PS: questa settimana abbiamo anche recuperato la signora Liu, con Tongtong e le sue saghe famigliari. "Meno male che ci ha invitato a pranzo e non e' stagione di granchi". Ho detto con un sospiro di sollievo - ricordando le colazioni a base di granchio barbuto i primi mesi di gravidanza con Sophie.
Al ristorante thai i granchi si servono anche fuori stagione... e voglio vedervi a succhiare chele immerse nel curry!!!

lunedì 13 luglio 2009

L'Italia delle diversità

Ogni volta il rientro è strano. Ogni volta diverso.

Mercoledì sono stata all'Auchan con mamma e pargoli e sono rimasta scioccata dalla taglia media delle donne italiane! Vedete, anche se io faccio autocritica continua - soprattutto da quando sono arrivati Sophie e l'Hashimoto - sono abituata ad essere circondata da un'esercito di fatine taglia 36, tutte senza fianchi e seno. All'Auchan di Suzhou vendono mutande per creare l'effetto del sedere mancante, i reggiseni sono imbottiti all'inverosimile e sulle cosce asiatiche non si trova un grammo di cellulite neanche al microscopio. Persino il piede asiatico è minuscolo, e chiedere una scarpa numero 38 crea attimi di ilarità tra le commesse.
Ecco... all'Auchan di Brescia è tutto diverso. Forse di solito sono troppo concentrata a individuare prfumi e a scoprire deliziose mercanzie di cui ho sentito la mancanza nei mesi di espatrio, forse d'estate - con le cannottiere e le cosce nude - è più facile guardarsi in giro. In definnitiva: che gioia vedere che ognuno è diverso, che ci sono culetti e culoni, pancette, tartarughe ninja ma anche maniglie dell'amore!... Uno si sente di nuovo normale nel mezzo di tanta diversità, si scompare in quanto diversi in un mare di diversi e non più unica eccezione tra una miriade di teste nere, calzette di nylon, braccina diafane e ombrellini prendisole.
Tutto questo, dopo mesi di depressione nera dopo ogni lezione di yoga in cui, più che Mamma in Forma, mi sento come l'Orso Yogi in mezzo a una selva di giunchi.

A parte le dimensioni medie della popolazione, e il fatto che ad ogni rientro scopro con piacere che siamo più "colorati" e cosmopoliti, non è ancora successo nulla di eclatante. Aspetto con tutto il cuore gli amici di sempre, che mancano quotidianamente nella mia vita fuori porta e che poco riesco a godermi ora che non si è più una manciata di cuori colla chitarra.
Ognuno ha la sua vita. C'è da fare la spesa. Gli impegni fino a dopo cena. Il corso prematrimoniale. I bimbi in arrivo e i denti che pungono. Il lavoro e la famiglia.

Nella mia Italia delle diversità, in cui tutto ogni volta è diverso e diversa sono anche io, ogni volta, ricerco disperatamente un po' di quella leggerezza di cuore del"prima della Cina", quando mi sentivo fresca e il mondo non potva che stupirmi con sorprese meravigliose.

Cercando cercando, si annullano di fronte a me i problemi del bel paese, la pattumiera e la crisi economica. Non mi importa nulla di politica, non capisco niente di raccolta differenziata...
Io torno per il cielo ed i campi verdi che respiro a fondo per colorare le giornate grigie della mia vita quotidiana. Torno per sentire l'odore della mia terra amata.
Torno per trovare un pezzettino di cuore che si è perso tanto tempo fa e senza il quale a volte mi pare di non riconoscermi più allo specchio.

"C'è un buco al centro del mio cuore,
proprio dove un tempo c'eri tu.
Un buco che non so colmare,
perchè la chiave l'hai con te".

lunedì 29 giugno 2009

Ma quanta vita ci sta in una giornata a Suzhou?







Sono le cinque di mattina quando sento un urlo provenire dalla stanza dei bimbi. Impossibile. oggi non c'e' scuola e li ho messi apposta a letto due ore dopo il solito. Lo strillo si fa piu' acuto. E' Streghetta e pare disperata e a me non resta che sperare che Papa' Gambalunga faccia qualcosa visto che lui in piedi lo e' gia'. Nulla.
Mi alzo di malavoglia e lo trovo ancora attaccato alle sbarre del lettino. Lui, Buzz.

"Mamma, mammina, me e la mia sorellina non abbiamo piu' sonno! Buongiorno!"

Papa' Gambalunga pare sparito; so che c'e' perche' lo sento ma non si fa vedere... io prendo le due creature e mi butto a letto, lottando e sperando che si addormentino ancora per un po'.

Oggi con le speranze siamo partiti male.

Mi alzo. Taglio la torta che ho fatto ieri notte per colazione e ci sediamo tutti e tre al tavolo a raccontarci storie. In soggiorno pare che sia appena scoppiata una bomba. Il bagno non e' da meno e cosi' pure le camere da letto. La cucina e' decente solo perche' ieri sera pizza da Mario's, cosi' vi ripongo i piatti della colazione, giu' nel lavello, tanto per mantenere la media.

Cambio pannolino, cerco vestiti, preparo la bambina.

Sedo l'animo del piccolo di fronte ad un cartone di fate e lo lascio in mutande ancora per un'ora mentre cerco di fare un po' di ordine prima che arrivi la Tata Imbranata.

La Tata Imbranata tarda... le avevo detto che poteva fare con piu' calma, visto che non c'e' scuola, ma e' gia' in ritardo di due ore! Mi maledisco per aver lasciato capacita' di interpretare ad un cinese e inciampo in un pezzo di costruzioni.

Mi preparo e preparo Buzz, che e' d'accordo con me sulla maglia di Topolino regalata da Nonna Sgarrupina. Rendendomi conto che Buzz possiede all'incirca 40 t-shirt, colgo l'occasione al balzo e ne butto una decina delle meno popolari in una busta da consegnare alla domestica di una conoscente rumena, che va in cerca di vestiti per suo figlio di 4 anni.

Arriva Tata con mille sacchi di frutta e verdura e comincia a riempirmi la testa di cifre e colori. Le do un paio di dritte su dove riporre la roba e su cosa prepararmi per la cena e, afferrando i pupi, me ne esco con un "ci vediamo a pranzo".

Per strada incontro zia Nutella, che tutta allegra sotto la pioggia propone una gita all'Auchan con i bimbi. Ora, premetto che l'Auchan di Suzhou e' paragonabile solo al settimo girone dell'Inferno Dantesco - quello dei violenti: nonnine si picchiano per la promozione dell'olio, mamme usano bimbi come scudo nella lotta a chi si accaparra il maiale macinato e tutti - ma dico tutti - spintonano per capire cosa ha nel carrello l'occidentale. Sono mesi che mi rifiuto di entrarci, all'Auchan, sopportando le spesso malriuscite spese online. Eppure, forse per stanchezza, mi sembra un'idea perfetta, tanto piu' che l'hanno raddoppiato di dimensioni dall'ultima volta che l'ho visto, l'Auchan. Chissa' quanto sara' lunga la coda per le uova!

Arrivati all'Auchan Buzz diventa malinconico. I baskettini delle promozioni sono come quelli dell'Auchan di Nonna, la zona elettrodomestici e' proprio come quella di Nonna. Mi fa spostare tutta la mercanzia per sedersi in fondo al carrello proprio come lo fa sedere la nonna e cerca disperato le giostre e il banco del Granbiscotto. Riusciamo a sedarlo solo con un ventaglio con l'ologramma di una tigre e uno yogurt da bere. Strega dorme quasi tutto il tempo e la spesa si fa.

Nello scendere dal taxi, al nostro rientro, ci troviamo di fronte alla famiglia Zhang: Luke Falco, Dolly Fatina e il dolce Baby Noah sono venuti a trovarci!
Entrano in casa, Luke ha i piedi neri ma non oso dire nulla perche' mi mette in mano un'anguria e distribuisce fiaschette di grappa del suo villaggio. Un liquore prezioso e introvabile, che ai tempi era il preferito dell'Imperatore!
Ripongo le fiaschette e mando Tata in cucina a tagliare l'anguria. Cerco di non guardarla in cagnesco visto che la casa e' il cesso che ho lasciato questa mattina e che l'ho beccata sul fatto a rientrare insieme a noi da chissa' dove!

Accorgendoci che sono quasi le dodici, zia Nutella ed io ci facciamo forza e proponiamo una spaghettata! Basilico del mio terrazzo, pomodori della Tata e spaghetti Zara... che profumino!

Noah va a nanna nel letto di Sophie e noi tutti ci mettiamo a tavola a far cagnara succhiando spaghetti e progettando business di basilico cinese e ricette di cucina alternativa.
Dopo pranzo Buzz e Luke si mettono a guardare i cartoni e giocano un po' a fare kongfu. Noi donne godiamo dei muscoli del Falco che propone posizioni acrobatiche, e i bambini si fanno stanchi... il rituale della nanna viene rimandato ad oltranza perche' Noah non si veglia e poi quando si sveglia deve venire di nuovo allattato e poi piove e.

Alla fine zia Nutella e Mamma Lau si dividono i bimbi e tutti a nanna!, poi di corsa a portare la spesa dall'altra parte di Horizon e di ritorno da me.

La casa continua ad essere un cesso.

Oggi non e' giornata neanche per Tata, pare proprio.

Disperata, prendo i miei poppi e li porto a passeggiare sotto la pioggia, consegno le maglie di Buzz alla Tata della consocente rumena e ci fermiamo a giocare con la sua bimba, che tira di continuo scarpe in testa ai miei figli, che di continuo vengono incitati a non reagire.
Torniamo a casa - che e' ancora un cesso ma la Tata e' scomparsa - e preparo le cotolette cosi' non si litiga a cena. Mangiamo di nuovo, sempre noi tre, e poi accendiamo un secondo i cartoni.

Arriva Papa' Gambalunga, che fa commenti su come di sicuro ci sono stati cartoni accesi tutto il giorno, e io sono pronta ad urlare, ma invece servo il chicken masala e poi comincio la routine della nanna e metto giu' i bambini.

Buzz va nel lettone con papa', quindi sto qui a scrivere al pc perche' la mia unica altra alternativa e' il letto durissimo di Buzz e non mi ispira per niente.

Intanto chiacchiero con chi c'e' e preparo traduzioni per la settimana.
Sono un po' stanca.

Ore dieci e mezza, mi ricordo dopo due settimane di strizzate di cervello essicato che Benigni si chiama Roberto. Lo scrivo a tutto il mondo su Facebook - chissa' che qualcun'altro ci perda le notti - e vado a nanna cercando di trovare la risposta all'ultimo quesito irrisolto. Qualcuno conosce il participio passato di "prudere"?

martedì 2 giugno 2009

CENSURA

Ho vinto la censura e sono di nuovo online grazie ad una dritta su un proxy amico scovata su facebook.
Le cose da raccontare si sono accumulate e prossimamente mettero' in ordine le mie idee sulla Thailandia e un viaggio trascorso nel tentativo di fare rischiare la pelle ai due bimbi sgarrupini.
Il sentimento che prevale in questi giorni e' la malinconia e la nostalgia anticipata per questa Cina che - pare proprio - e' quasi giunto il momento di lasciare. Papa' Gambalunga ci ha fregato: ci abbiamo messo due anni e passa ad integrarci e a trovare una nostra routine a Suzhou, e ora che siamo tutti sereni si riaprono le casse del trasloco. Il piccolo Buzz, che piccolo e' ma non per questo scemo, sostiene che ci siano vari motivi per cui una sua partenza e' assolutamente inconcepibile:
1) gli piace la sua casa.
2) i giochini non ci stanno in valigia.
3) Vivian, la sua maestra del cuore, vive a Suzhou.
4) anche l'asilo e' a Suzhou.
5) Shanghai e' troppo lontana (lui pensa sia l'alternativa!)
6) costa troppo mettere l'ayi in albergo.
Io cerco di essere forte, ma nella mia testa continuo a mettere insieme liste di cose da fare, posti dove tornare un'ultima volta, quantita' di sushi da divorare prima di doverlo pagare 5 euro a rollo, amici da salutare, regali da comperare, ecc ecc ecc.
Odio lasciare le mie case, i miei amici, le mie vite. Ho quasi 32 anni e anche se fossi un gatto a questo punto sarei arrivata agli sgoccioli. Trascorro la maggior parte del mio tempo a sentire la mancanza di persone e luoghi e vivo come impanata in una pastella di nostalgia che a volte e' cosi' spessa che non mi fa apprezzare il presente fino al momento in cui si sta trasformando in passato. Mi riprometto di prendere la vita alla leggera, di non affezionarmi alle persone, di bastare a me stessa... ma poi come si fa? Come si fa a bastare a se stessi?
Come si fa a vivere una vita in cui la vita non e' tua, in cui veramente altro non sono che un criceto che gira sulla ruota e ogni tanto spostano la gabbietta alla luce o alla pioggia o in irlanda o a suzhou?
Domani mattina passa tutto, ma stasera ci sono troppe cose nella mia testa. Bagagli da preparare, cose da dare via, persone e luoghi di cui voglio riempirmi il cuore prima di andare via...

sabato 28 marzo 2009

Pacchi e pacchetti



Buzz ieri ha ricevuto un pacchetto dalla nonna. Abbiamo trovato il solito annuncio appeso alla porta, ad invitarci alla posta locale per ritirare una busta dall'Europa... e per la prima volta il mio cucciolo mi e' parso cosciente di questa cosa e l'ho visto crogiolarsi nell'attesa.
"Magari mi ha preso una pistola vera."
"Che cosa te ne fai della pistola vera?"
"Per uccidere i mostri, sai, quelli che vengono la notte quando c'e' buio."
"Non ci sono i mostri a casa nostra. Mamma chiude sempre le finestre."
"Ma magari passano da sotto la porta e salgono con l'ascensore."
"Se mai ci fosse un mostro in giro se lo mangerebbero, i cinesi. Stai tranquillo e niente pistole, che hai gia' quella di Buzz e quella dei pirati... e non sono vere, quelle?"
"No, non proprio... vedi, le mie pistole c'hanno il tappo e quando sparo non esce il fire (fuoco)."
Alle cinque di mattina era gia' in piedi, trepidante, e una volta ritirata la busta ha mollato tutto, incluse la sua tigre preferita e la torta al cioccolato appena comprata, e si e' catapultato da Starbucks. Presa posizione al nostro tavolo preferito - come ogni sabato in cui P.G.L. lavora e noi tre ci lasciamo andare a colazioni pigre e dolcissime - ha cominciato a scartare. Trepidante anche io, gli ho preso il pacchetto di mano per dividere la mercanzia... si e' ritrovato in mano un nuovo libro di "compiti" sugli animali del bosco e una Bibbia per bambini.
"Streghina, guardaaaaaaaaaaaaa! Guardaaaaaaaa! La nonna, la mia nonna mi ha mandato un regaloooooo!!"
"Sei contento amore?!"
"Si. Me sono felice. Me vuole bene molto molto alla mia nonnina".
Con una lacrimuccia e tanta nostalgia, ho cominciato a leggergli la storia di Gesu'. Buzz e' rimasto colpito da questa figura che ogni tanto gli viene nominata - tipo: se fai il birichino Gesu' piange - e che era tanto buona e che ha sofferto tanto a causa dell'ignoranza degli uomini. Aperta la pagina con la foto di Gesu' in croce e' sbiancato e mi ha chiesto spiegazioni. Ci ho messo tutta la mia memoria di catechismi e capacita' di addolcire materna e ho insistito piu' che altro sulla pagina seguente, dove Gesu' non era poi morto e in effetti poi vola in cielo.
"Come un supereroe?"
"Quasi".
"Mamma?"
"Dimmi, bestia."
"Me vuole mettere in corce Arthur, che e' sempre cattivo e mi morde all'asilo. Cosi' poi muore".
Oh mia. Ne abbiamo di strada. Ma tanta.

Il succo della storia non e' che Buzz e' in effetti sulla strada per il riformatorio, ma che Buzz ha cominciato a tessere il filo di seta. Quello che ci lega a casa. Quello che fa stringere il cuore quando si apre un pacchetto, perche' si pensa non al regalo, ma alle mani che lo hanno infilato nella busta. A quelle mani che lo hanno preso dallo scaffale, il libro. Allo scaffale stesso, anche quello familiare, della libreria vicino a casa. Al profumo e alla consistenza delle mani calde di nonna e alla voglia di farsi abbracciare.
La vita a volte non e' carina. A volte fa soffrire e quasi sempre non va come uno aveva sognato che sarebbe andata. Ma poi ci sono queste cose, che fanno sorridere e piangere allo stesso tempo. E allora ti dici che ne vale la pena.
Vale la pena di sentire la stretta al cuore. Vale la pena essere stanchi, distrutti, soli - a volte - e spaesati. Perche' poi non e' vero che si e' soli, e uno la forza la ritrova con un segno di amore mandato da lontano, che ti fa capire che c'e' qualcuno per cui vali la pena. Sempre. Qualcuno che ti pensa. Sempre. Qualcuno che e' casa. Sempre.
Siamo proprio fortunati ad avere una nonna cosi'.

giovedì 12 marzo 2009

Ciuciata viva

Mi sento ciuciata. Senza forza fisica e psicologica, sopravvivo alla vitalita' di Buzz e ai capricci sempre piu' incalzanti di Streghetta. Cucino per Papa' Gambalunga e per le expat fighe di Suzhou e ospito il famigerato baby group fingendo non chalance mentre cerco di nascondere perle di sudore da ultimo minuto.
Un giorno e' bello e quello dopo piove, ed e' anche solo questo un motivo di ansia. Non so cosa succedera' nella mia vita tra tre mesi e mi manca il respiro. Mi mancano le persone che amo e mi punge dentro. Mi rattristo di essere lontana quando sento c'e' bisogno di me e mi arrabbio con me stessa e con il mondo e odio questo perenne senso di colpa che mi divora.

Ci sono nata, con il senso di colpa, io. E' insito in me, attorcigliato ad ogni mia cellula in un groviglio di nodi di cui non si trova ne' capo ne' fine. Anche se so di essere innocente, a volte, ho sempre paura di aver commesso chissa' che oltraggi. A mia insaputa.
E' brutto vivere con il senso di colpa, perche' tutto il resto perde un po' senso. Perche' non si riesce ad essere felici se non si e' tranquilli e non ci si sente a posto con il mondo.

Io credo che si dovrebbero accettare le situazioni che non si possono cambiare e goderne i risvolti positivi, che in ogni situazione esistono se si sta un po' a cercare. Non sempre la vita e' perfetta e non si sa mai che cioccolatino capitera' quando si pesca dalla scatola (e io sono sfigata e mi capitano sempre quelli all'arancia o con mousse immangiabili. A me che piace nera e amara, la cioccolata), ma io credo fermamente che tutto capita per un motivo e se qualcosa capita vuol dire che siamo pronti ad affrontarlo. Credo fermamente che se uno si rompe una gamba e sta seduto a piangere con la sua gamba rotta in mano invece che correre all'ospedale allora non e' piu' un poverino. Credo fermamente che nessuna vita sia perfetta, che esistano pero' persone che ci lavorano, a rendere le sfighe un po' meno sfigate. Non vedo sempre il bicchiere mezzo pieno e sono consapevole che a volte e' molto ma molto vuoto, ma se ci si lascia sopraffare dagli eventi allora nulla ha piu' senso.

Allora tiro un respiro fondo, caccio giu' il senso di colpa, la tristezza e la malinconia e mi dico che poteva andare molto peggio. Che non e' male vivere in questi residence pieni di shu shu vestiti da militari che vegliano sulla mia incolumita', che schiere di ayi tengono tanto pulito in terra che posso lasciare che mio figlio vaghi per il giardino murato in cui viviamo a piedi scalzi e che forse da qualche altra parte non lo lascerei neanche giocare se non strettamente sorvegliato perche' i parchi sono infestati di rifiuti e siringhe e.
E mi godo i preparativi per i vari ritorni a casa, la corsa a prendere regalini, la voglia di mangiare quel gelato speciale o anche solo di sedere in cucina a bere un caffe' che come lo fa la mamma non lo fa nessuno. E se devo aspettare 5 mesi per essere in quella cucina, allora li aspetto e tengo duro. E non mi sento sfigata, perche' avere la possibilita' di sedermi al tavolo di marmo di mamma ne vale la pena.

Sorridiamo. La vita ne vale la pena.
La mancanza di sonno mi rende poetica.

L

giovedì 7 giugno 2007

Dragonfly

Stamattina mega evento alla Dragonfly. In Cina succede anche questo, che una spa a cinquemila stelle dica: tutti quelli che vivono dietro i muri di Horizon Resort possono farsi un giorno di trattamenti + spuntini gratis. Ho delle unghiette blu metallico che fanno impazzire Tomas (una gia' rovinata ma domani vado a chiedere di aggiustarla) e ho provato il massaggio giapponese.
Allora, questo ragazzetto mi porta in stanza buia, illuminata solo da candele, mi porge un kimono e apre uno scrigno di seta dove fa riporre tutti i miei ninnoli. Chiude poi la porta di carta di riso per darmi un po' di privacy, quindi quando mi sono cambiata rientra, mi fa sdraiare a terra su un tatami e comincia a massaggiarmi la schiena, le gambe, le braccia... Una goduria!
Ora, all'inizio mi sono presa un po' male al pensiero che non fosse una massaggiatrice ma un massaggiatore a prendersi cura di me... la prima volta che mi ha toccato le parti morbide (cuscinetti etc) ho cominciato a pensare che magari dentro di se se la rideva per la mia cellulite... ma poi mi sono detta: 1) sono vestita di tutto punto e ho anche addosso un asciugamano, 2) chissa' quanta cellulite vede questo tutti i giorni, anche peggio della mia, 3) non lo pago perche' per me e' gratis, ma qualcuno lo paga, quindi che lavori e stia zitto!
Una volta rilassata, anche grazie al cuscino alle erbe calmanti di Dragonfly, mi sono goduta ogni singolo palpeggiamento, con la triste consapevolezza che erano molti mesi e probabilmente passeranno anni (per lo meno, se mai accadra') prima che qualcuno mi coccoli cosi'. Magari faccio un investimento e richiedo il ragazzino una volta a settimana, che ne dite?

L

lunedì 4 giugno 2007

I miei estremi - e la mia nonna

Allora, come ben sapete non ho mezze misure. Non scrivo per due settimane, la testa come una tabula rasa, tutta presa a organizzare attivita' ricreative per il poppo (abbiamo una piscina sul balcone al decimo piano: pericolosissimo!!!), a cercare invano un lavoro, a tenere su una parvenza di normalita' nella mia vita... e poi... e poi vado in verbal diarrhea!
Oggetto di questo post e' la mia nonna Olga, che ho appena visto nel filmino (grande Mauro!) del suo ottantesimo compleanno, salire ma soprattutto scendere con un balzo dall'elicottero che l'ha portata ad esplorare la campagna torinese. Nonna: sei bellissima! Non ti vedevo ridere cosi' di gusto da tantissimo tempo e ho le lacrime agli occhi dalla commozione di aver visto la MIA FAMIGLIA tutta insieme. Mi brucia dentro non essere stata li' con voi, ma sai benissimo che vi ho pensato, ti ho pensato ogni minuto di quella giornata.
Vi penso ogni minuto di ogni giornata. E non vedo l'ora di rivedervi.

Notiziona BIS: ho lo stesso taglio di capelli della mia zia-fata madrina!

L

giovedì 17 maggio 2007

Nostalgia 2

Sono un paio di giorni che ho il cuore pesante e non capisco perche'. Sbalzi ormonali, di sicuro. Cambiamento, caldo a cui non sono piu' abituata, ecc ecc ecc. Di sicuro.
Ma c'era qualcosa di piu'... qualcosa che non riuscivo a trovare il modo di capire, dentro di me.
Poi ieri ho conosciuto questa signora australiana gentilissima, che mi ha raccontato un po' delle sue esperienze di vita e di come mi capisce perche' anche lei la prima volta che ha traslocato aveva un bimbo di 18 mesi. A quel punto mi si e' accesa un lampadina, o mi si e' accesa nel momento in cui ho cominciato a raccontare che Tomas a casa era diverso, che era piu' sereno, indipendente, meno collerico di sicuro. Salutata la tipa ho continuato la mia giornata, siamo andati al parcogiochi, ci siamo sommersi di sabbia, casa cena doccia e tutte le routine della nanna. E poi cena per Jon, prepara pranzo per Jon, lava i piatti, da l'acqua alle piante e traduci per un'ora fino a che sei troppo stanca anche per lavorare. Servizio interessantissimo di Discovery Channel sugli Horror Movies Asiatici e nanne fino al campanello dlele 2, quando a casa mia si comincia a ballare.
La sveglia e' arrivata alle sei, il peso al cuore ancora presente. Mi sono resa conto che e' brutale e semplice nostalgia. Mi sono resa conto che fa piu' male del solito perche' ora io ho due posti nel cuore: due "case", due gruppi di amici, due vite quotidiane, due posti di quotidianita' di cui mi viene voglia, e che mi pungono in pancia quando ci penso.
Conclusione: che sfiga.

L

PS: In questi giorni non riesco a togliermi dalla testa che ad Herbert Park ci saranno tutti gli alberi in fiore, e che l'anno scorso quando ci camminavo con Tomas pensavo "che bello l'anno prossimo quando cammina". Poi penso a Cecilia che ci cammina con Ian e il passeggino, e Mona e Susanti, e la casa di Susanti sempre aperta per gli amici, e i caffe' da Yvonne e le passeggiate fino a Donnybrook e le telefonatone con Stefania. Non e' solo perche' mi sento particolarmente sola. E' voltare pagina, che non e' come dirlo, ogni volta.

venerdì 4 maggio 2007

Nostalgia

Giornata da incubo: Avrei dovuto trovarmi con Tiffany del 16simo piano per aver notizie su agenzie per trovare nuova donna di servizio, andare al supermercato, poi mettere un po' a posto in casa, quindi fare un'ora di yoga mentre ayi seguiva il bambino e infine andare ad una playdate da questa vicina di casa inglese... e invece nessuno a casa di Tiffany, la mia ayi non si e' presentata, ho saltato quindi lezione di yoga, sono andata a casa di Susan e suo figlio ha dormito tutto il tempo in cui siamo stati li' lasciando Tomas infelice e frustrato, quindi siamo dovuti andare al parco giochi per dare un po' di sfogo ai nervi, e quando siamo entrati in casa si e' reso conto che moriva di fame e ha fatto scene allucinanti per tutta la durata di cottura della pasta. Ho provato ad andare in palestra alle 9 dopo averlo messo a letto ma durante le ferie la palestra chiude prima quindi nisba. Fame nervosa a mille. Povero Jon dorme sul divano dalle 8 e mezza, e domani non possiamo uscire perche' nessuno ci guarda il bimbo. Ne va della nostra salute individuale, di coppia e di famigliaaaaa!
Ah, il supermercato ci e' stato. 70 euri per diecimila sacchi di roba, senza considerare i pacchi di biscotti e varie che Tomas, anche lui con fame nervosa, si e' mangiato tra una corsia e l'altra per stare buono. Ho trovato anche uno yogurt con la stessa faccia dell'activia, ne ho comprato la confezione da 8 vasetti, che mi pareva stranamente leggera. A casa ho aperto un vasetto, che in effetti era mezzo vuoto, e mi sono meravigliata che anche Danone desse le cannucce per bere lo yogurt (questo dice tutto della consistenza degi yogurt cinesi). Ebbene, solo la confezione e' quella dell'activia, il resto ha lo stesso gusto dolcino e viscidino degli yogurt cinesi.
Nota personale: prima di andare a dormire faccio un po' di yogurt.

Abbiamo comprato un nuovo set di formine per la sabbia, e questa e' la highlight della giornata.

Un altro giorno si conclude in quel di Suzhou, il cielo e' bianco anche di notte, e dalla mia finestra vedo una miriade di luci che finiscono nello specchio nero del lago Jinji.

No, non e' uno scherzo, si chiama proprio Jinji.

Buonanotte a tutti quelli a cui voglio bene e a coloro che mi vogliono bene.
Buonanotte a chi conosco e a chi capita per caso su questa pagina.
Buonanotte a Lorenzo che sta in America ed e' ancora mattina, alla mia Naty, alla Francy Zani - forza Fra -, alla mia adorata nonna volante, alla mamma che domani va in ferie, al mio capo.

Che veglino su di voi pace e serenita'.
Almeno su di voi, tutti altri che non siete nel caos di Suzhou.

L

Non so se sono capace

Ci sono cose per cui uno e' portato. Poi ci sono cose dove invece fai schifo. Quando purtroppo fai schifo in cose importantissime, all...