La vita suzhouese continua in quest'inizio di autunno umido e ancora caldino. Ho piantato un secondo giro di basilico meno di una settimana fa e coccolo i germogli, aspettando intanto che le fave maturino al punto giusto prima che il rampicante invada il bacone dei vicini.
A volte sono contenta, a volte un po' umorale. A volte sbaglio e cado in overdose di eutirox (ne ho preso dose quadrupla per giorni senza accorgemene!), altre invece mi siedo sul divano a masticare giuggiole fissando il piccolo schermo del lettore portatile che mamma ha comprato per Buzz e di cui io mi sono impossessata ora che ho per mano tutti i dvd della serie Ghost Whisperer.
Buzz e' interessatissimo a cosa guarda mamma, anche se io preferirei tenerlo lontano da storie di fantasmi, almeno fino alle elementari! Probabilmente e' troppo tardi, visto che da un po' di giorni abbiamo un nuova aggiunta in casa: si chiama XiWaWa, e' un bimbo senza papa' e senza mamma che vive all'asilo di Buzz e che lui ha pensato bene di portarsi a casa. XiWaWa parla in inglese ed e' un po' sordo, perche' pare che Buzz debba urlare ogni volta che domanda o risponde a qualcosa. La cosa piu' strana, pero', e' che XiWaWa e Buzz sostengono che anche io abbia un amico fantasma trasparente. Ieri sera c'e' stato un tonfo in cucina - o magari veniva da fuori o dal piano di sotto - e Buzz s'e' girato verso la porta dicendo "e' solo il tuo amico fantasma mamma, non preoccuparti". Vabbe'.
Buzz ha anche una bici nuova, che non ha voluto senza rotelle e che per cui durera' si e no un annetto perche' il mio bimbo gigante e' gia' al limite e le bici da adolescenti non le producono con le rotelle. Con la bicicletta sono arivati anche caschetto, ginocchiere, gomitiere e siamo riusciti a scansare - vinta una battaglia, ma di certo non la guerra - un cestino rosa con le stelline gialle. Buzz sostiene che il rosa sia un bel colore e visto che non ci sono cestini azzurri e' meglio avere un cestino rosa che nessun cestino. Vabbe'.
Infine, una riflessione su come la capacita' di usare il buon senso venga oscurata con la crescita.
Passeggiando di fronte ai dondoli, vediamo uno shushu in procinto di spegnere una sigaretta.
"Che schifo, che puzza! Ma perche' la gente fuma?"
"Beh, alcune persone non capiscono che non fa bene, fumare"
"E si, e poi ti diventa tutta la pancia dentro nera, e anche il cervello, vero mamma?"
Sbalordita: "Gia'"
"E mica puoi lavartela la pancia, vero mamma? Anche se bevi l'acqua, non puoi mica bere acqua e sapone"
"E si, e poi puzzi".
"E se puzzi non ti bacia piu', la tua mamma".
Che bello che siano i miei baci, quelli a cui il mio piccolo uomo anela, oggi come oggi.
Vabbe'.
In fase di adattamento temporaneo, cercando un futuro che sia fatto per noi, stiamo a poco a poco amalgamandoci con gli autoctoni, e questo mi crea crisi di panico notturne.
giovedì 17 settembre 2009
venerdì 21 agosto 2009
LA FORZA DELLE DONNE
Chi mi conosce sa che sono l’ignoranza politica fatta donna. Ci provo e ci riprovo, leggo i giornali e chiedo informazione agli amici – tutti di parte – e poi ad altri conoscenti – tutti dall’altra parte. Mi convinco delle ragioni e delle buone intenzioni di A, poi mi giro verso B e non posso credere che anche lui non ci stia provando. Come nella vita, anche in politica sono una “buona”. Non concepisco la furbizia cattiva, do fiducia e rimango confusa. Questa breve introduzione a sottolineare che, pur essendo di cuore CONTRARIA alla guerra, a qualsiasi atto di violenza e ai giochi sporchi dei potenti, non ho una conoscenza sufficiente della situazione irachena per fare commenti politici sensati.Il mio unico commento deve essere preso di petto, guardando la fotografia di una Donna di cui e’ individuabile solo la mano, che rischia la vita, che forse sotto la grata del burqa sta sorridendo, pensando ad un futuro migliore.
Con le lacrime agli occhi, io questa Donna la ammiro, la invidio anche un po’. Non per il burqa, non per dove vive e cosa sa. La “invidio” per il sorriso nascosto, per la voglia di libertà che sente forte nel cuore, perché ci crede e sta in piedi salda e guarda il mondo a scacchi sognando orizzonti immensi e il vento sul viso. A questa Donna: ti auguro CON TUTTO IL CUORE che questi orizzonti possano presto aprirsi di fronte a te.
Ripenso a conversazioni estive, al senso di sfiducia che ho avvertito in Italia. Al fatto che pare che siano proprio i giovani, quelli che hanno meno desiderio di agire per un cambiamento. Mi e’ sembrato, in un qualche modo, di essere circondata da gente rassegnata, ognuno nella sua palla di vetro, con la sua auto e le sue ferie e bom.
Ragazzi, esiste qualcosa di più grande, lì fuori! E se io da sola non la sposto, una macchina, se spingiamo in cinque o sei non ci si mette neanche tanto tempo.
Detto questo, che qualcuno venga in soccorso! Ho una macchinona e diecimila potenziali casse di vita senza destinazione!
Mando un sorriso, sperando che passiate tutti una bella giornata.
PS: la mia Tata Imbranata, che il venerdì fa due ore di pulizie a casa di un collega di PGL, oggi mi ha chiesto se poteva uscire a pranzo e stare più a lungo con noi la sera. Motivo? Lei in piscina non ci e’ mai stata, e Buzz le ha annunciato che in questa qui vicino a casa hanno anche lo scivolo! Oggi vado a comprarle un costume da bagno, alla mia Tata. Che e’ anche lei Donna, forte, brava, rumorosa e gentile. E andrà in piscina.
LA MIA FAMIGLIA - di Buzz
Nonno cinese: “Scusi, ma suo figlio quando gli ho chiesto da dove viene mi ha risposto SUZHOU, CHINA”.
Ci risiamo. Parco giochi. 36 gradi con 80% di umidità e l’assalto della popolazione del Sol Levante, unita ai primi passi di Strega che - non si sa perché ne per come – e’ passata dal gattonare all’arrampicarsi come una scimmia su tutti gli scivoli più pericolosi. Sono disfatta, piena di dubbi sul mio futuro (ricordiamoci che Papà Gambalunga tra 5 settimane e’ ufficialmente disoccupato), e ho un bimbo con chiari dubbi sulla propria identità.
Riproviamo:
“Amore, da dove hai detto che vieni al signore?”
“Suzhou, China”.
“Gioia, ne abbiamo già parlato. Da dove viene la mamma?”
“Italia”
“E il papà?”
“England”.
“Quindi tu…”
“Io sono di Suzhou, China”.
A questo punto si reinserisce il signore, che ha ascoltato tutta la nostra conversazione, portata avanti in un misto di inglese e cinese: “E la tua sorellina? Anche lei e’ di Suzhou?”.
“No, lei e’ un’aliena”.
Conta, Mamma Lau. Respira e Conta. 1. 2. 3. 4….
Ci risiamo. Parco giochi. 36 gradi con 80% di umidità e l’assalto della popolazione del Sol Levante, unita ai primi passi di Strega che - non si sa perché ne per come – e’ passata dal gattonare all’arrampicarsi come una scimmia su tutti gli scivoli più pericolosi. Sono disfatta, piena di dubbi sul mio futuro (ricordiamoci che Papà Gambalunga tra 5 settimane e’ ufficialmente disoccupato), e ho un bimbo con chiari dubbi sulla propria identità.
Riproviamo:
“Amore, da dove hai detto che vieni al signore?”
“Suzhou, China”.
“Gioia, ne abbiamo già parlato. Da dove viene la mamma?”
“Italia”
“E il papà?”
“England”.
“Quindi tu…”
“Io sono di Suzhou, China”.
A questo punto si reinserisce il signore, che ha ascoltato tutta la nostra conversazione, portata avanti in un misto di inglese e cinese: “E la tua sorellina? Anche lei e’ di Suzhou?”.
“No, lei e’ un’aliena”.
Conta, Mamma Lau. Respira e Conta. 1. 2. 3. 4….
AVVISO AI LETTORI
Facebook e’ di nuovo fuori funzione. Sono tagliata fuori dal mondo. I miei post sul blog avvengono per gentile intercessione della mitica Nat-cnologica.
Se qualcuno conosce sotterfugi per scansare la censura, me lo faccia sapere… altrimenti contattatemi per email: lauramagliano@gmail.com
Se qualcuno conosce sotterfugi per scansare la censura, me lo faccia sapere… altrimenti contattatemi per email: lauramagliano@gmail.com
L'ULTIMA DI BUZZ
Seduta al tavolo per la cena con i miei poppi, mi trovo a rinunciare alla pastina baby quando mi accorgo che Strega fissa con la bava alla bocca gli spaghetti al pesto super-aglioso del mio Piccolo Principe. Le passo un primo spaghetto, che divora con voracia.
Al primo si susseguono due, tre, cinque spaghetti. Le manine appena state nel bagnetto son coperte di basilico e olio, le gambine pure, la faccia pare quella di un guerriero che ha lottato almeno due ore nello slime. Passato l’iniziale entusiasmo, Streghetta comincia a passare uno spaghetto alla volta dalla mano destra a quella sinistra, emettendo versetti scimmieschi. “Amore, smettila o te li tolgo”.
Buzz mi guarda indignato: “Mamma, lasciala stare, non vedi che sta solo contando?”.
Al primo si susseguono due, tre, cinque spaghetti. Le manine appena state nel bagnetto son coperte di basilico e olio, le gambine pure, la faccia pare quella di un guerriero che ha lottato almeno due ore nello slime. Passato l’iniziale entusiasmo, Streghetta comincia a passare uno spaghetto alla volta dalla mano destra a quella sinistra, emettendo versetti scimmieschi. “Amore, smettila o te li tolgo”.
Buzz mi guarda indignato: “Mamma, lasciala stare, non vedi che sta solo contando?”.
L'ASILO MODERNO
Ma i bambini italiani, la ballano la Macarena a scuola? No, perché queste due settimane Buzz sta partecipando a un “progetto Italia”, con cui – in teoria – il Newton International Kindergarten vuole aprire le piccole menti dei bimbi expat a culture diverse. Purtroppo ci siamo persi il campus sul Messico, quello sull’Australia e anche la settimana Crucca… ma io pensavo che il mio piccolo sarebbe stato la star del “progetto Italia”! Il primo giorno mi e’ tornato con un disegno di Pinocchio.
Il secondo giorno ha mangiato pasta al ragu’ “molto buona”.
Il terzo giorno hanno giocato con l’acqua per riprodurre le attivita’ estive dei bimbi mediterranei.
Stamattina, quando l’ho accompagnato a scuola, non abbiamo trovato nessun bimbo in classe (siamo sempre in ritardo) e un’ayi simpatica ci ha indirizzato verso la palestra. Li’ Peter - il maestro Liverpooliano del campo estivo, un signore tarchiato sui cinquanta, che di inglese ha ben poco (pelle olivastra, SIMPATICO, ecc.) - ballava sul palcoscenico, davanti a due file di bimbi impegnatissimi nel Macarena.
Buzz sconvolto e un po’ imbarazzato non staccava lo sguardo da me, che cercavo di ispirarlo a sculettamenti e saltelli. Me ne sono andata lasciandolo come un gatto di marmo, con un sorrisino incerto e il suo inseparabile Maramao stretto per la coda.
Penso che la scuola internazionale sia fantastica. Penso che questo sclero totale in cui i bambini vengono spinti a creare, ballare, sognare, inventare sia un buon punto di partenza per le menti del futuro. Mi rimane solo un dubbio… la Macarena io non me la ricordavo italiana!
Il secondo giorno ha mangiato pasta al ragu’ “molto buona”.
Il terzo giorno hanno giocato con l’acqua per riprodurre le attivita’ estive dei bimbi mediterranei.
Stamattina, quando l’ho accompagnato a scuola, non abbiamo trovato nessun bimbo in classe (siamo sempre in ritardo) e un’ayi simpatica ci ha indirizzato verso la palestra. Li’ Peter - il maestro Liverpooliano del campo estivo, un signore tarchiato sui cinquanta, che di inglese ha ben poco (pelle olivastra, SIMPATICO, ecc.) - ballava sul palcoscenico, davanti a due file di bimbi impegnatissimi nel Macarena.
Buzz sconvolto e un po’ imbarazzato non staccava lo sguardo da me, che cercavo di ispirarlo a sculettamenti e saltelli. Me ne sono andata lasciandolo come un gatto di marmo, con un sorrisino incerto e il suo inseparabile Maramao stretto per la coda.
Penso che la scuola internazionale sia fantastica. Penso che questo sclero totale in cui i bambini vengono spinti a creare, ballare, sognare, inventare sia un buon punto di partenza per le menti del futuro. Mi rimane solo un dubbio… la Macarena io non me la ricordavo italiana!
sabato 1 agosto 2009
Cinesi d'Italia
Ieri sera sono stata a cena in un ristorante giapponese a Desenzano. E cosa c'entra con il titolo di questo blog? - vi chiederete. C'entra. Perchè pare che i cinesi, svegli come sempre e consapevoli del fatto che l'involtino primavera ha fatto il suo tempo, ora si buttino su altre tradizioni gastronomiche orientali, che riproducono interpretandole.
Il Tokyo di Desenzano è un locale bello, in stile minimal-chic in cui si riconosce la mano wenzhouese nella scelta dei candelabri che fanno a pugni con le linee semplici degli arredi. Il menù è interessante e la rivisitazione del sushi in chiave italiana mi ha fatto sorridere: i rotolini di philadelphia e salmone non li avevo mai sentiti... ma niente male veramente!
Dopo una cena deliziosa in compagnia del mio dolce fratellone e della mia cognata preferita (hihi), mi è dispiaciuto constatare, poco dopo il rientro a casa, che in qualche modo il glutammato è andato a finire anche lì. Forse negli udon che tanto sapevano di chaomian. Spero non a cucchiaiate nel riso del sushi. Di sicuro non nel caffè, che abbiamo potuto scegliere caffettato o decaffettato, fra l'ilarità generale.
Comunque, la serata è stata interessante anche da un punto di vista culturale! Il proprietario del locale, in Italia dal '98, ci ha intrattenuto per una buona mezz'ora, una volta venuto a sapere che in Cina al momento ci vivo io...
"Per esempio, quanto costa un appartamento a Suzhou?"
"Beh, diciamo che un 150 mq in un posto carino l'ho visto fuori a 200mila euro"
"Oooohhh... al mio paese costa tutto di più. Devi capire che 100 rmb sono come 100 euro, quindi io - che torno a trovare la famiglia una volta ogni 5 anni - mi chiudo in casa per un mese e non dico a nessuno che sono lì perch' non posso offrire cene a 10 amici... sai quanti sono 1000 rmb?"
"Si, più o meno quello che mio fratello ha appena pagato per mangiare qui da te in tre".
"Non c'entra. Devi capire che in Cina si guadagna di meno, quindi 1000 rmb è come dire 1000 euro".
Sconvolta, ho cercato di cambiare discorso, evitando di ricordargli che lui guadagna in Italia, e probabilmente più che bene.
"E poi, tutto è più caro in Cina al giorno d'oggi"
"E si, sai quanto pago i cornflakes??"
"Scusa? Cosa sono i colnflakes!?"
Mattia "colazione, lo mangiano i bambini!"
"Non guardare i cornflakes... sii realista... tu quanto le paghi le zampe di gallina"
Cognatina "bleeeeeeeeeeeh"
"Beh, vedi, non è che io compri spesso..."
" Eh si! E' una vergogna! Costano più le zampe che le cosce!!!"
"Mi dispiace, ma eventualmente compra le cosce, che c'è più ciccio..."
Dopo lunghe spiegazioni su quanto buone sono le zampe di gallina - per non parlare di quelle di anatra - lui passa al cavallo di battaglia: "E hai notato che le lingue di oca hanno raddoppiato il prezzo? Costano almeno 50 rmb al mezzo chilo"
"E vabbè, ma quante lingue ci stanno in mezzo chilo?"
" I cinesi sono furbi, mettono cose dentro che le fanno pesare di più".
Il signor Tokyo ha così concluso il nostro incontro, mi ha detto di salutargli la Cina e ci ha lasciato con un sorriso e lo stomaco pieno ricordandoci che: "Il giapponese-cinese è molto meglio del giapponese-giapponese". E se lo dice lui!
Il Tokyo di Desenzano è un locale bello, in stile minimal-chic in cui si riconosce la mano wenzhouese nella scelta dei candelabri che fanno a pugni con le linee semplici degli arredi. Il menù è interessante e la rivisitazione del sushi in chiave italiana mi ha fatto sorridere: i rotolini di philadelphia e salmone non li avevo mai sentiti... ma niente male veramente!
Dopo una cena deliziosa in compagnia del mio dolce fratellone e della mia cognata preferita (hihi), mi è dispiaciuto constatare, poco dopo il rientro a casa, che in qualche modo il glutammato è andato a finire anche lì. Forse negli udon che tanto sapevano di chaomian. Spero non a cucchiaiate nel riso del sushi. Di sicuro non nel caffè, che abbiamo potuto scegliere caffettato o decaffettato, fra l'ilarità generale.
Comunque, la serata è stata interessante anche da un punto di vista culturale! Il proprietario del locale, in Italia dal '98, ci ha intrattenuto per una buona mezz'ora, una volta venuto a sapere che in Cina al momento ci vivo io...
"Per esempio, quanto costa un appartamento a Suzhou?"
"Beh, diciamo che un 150 mq in un posto carino l'ho visto fuori a 200mila euro"
"Oooohhh... al mio paese costa tutto di più. Devi capire che 100 rmb sono come 100 euro, quindi io - che torno a trovare la famiglia una volta ogni 5 anni - mi chiudo in casa per un mese e non dico a nessuno che sono lì perch' non posso offrire cene a 10 amici... sai quanti sono 1000 rmb?"
"Si, più o meno quello che mio fratello ha appena pagato per mangiare qui da te in tre".
"Non c'entra. Devi capire che in Cina si guadagna di meno, quindi 1000 rmb è come dire 1000 euro".
Sconvolta, ho cercato di cambiare discorso, evitando di ricordargli che lui guadagna in Italia, e probabilmente più che bene.
"E poi, tutto è più caro in Cina al giorno d'oggi"
"E si, sai quanto pago i cornflakes??"
"Scusa? Cosa sono i colnflakes!?"
Mattia "colazione, lo mangiano i bambini!"
"Non guardare i cornflakes... sii realista... tu quanto le paghi le zampe di gallina"
Cognatina "bleeeeeeeeeeeh"
"Beh, vedi, non è che io compri spesso..."
" Eh si! E' una vergogna! Costano più le zampe che le cosce!!!"
"Mi dispiace, ma eventualmente compra le cosce, che c'è più ciccio..."
Dopo lunghe spiegazioni su quanto buone sono le zampe di gallina - per non parlare di quelle di anatra - lui passa al cavallo di battaglia: "E hai notato che le lingue di oca hanno raddoppiato il prezzo? Costano almeno 50 rmb al mezzo chilo"
"E vabbè, ma quante lingue ci stanno in mezzo chilo?"
" I cinesi sono furbi, mettono cose dentro che le fanno pesare di più".
Il signor Tokyo ha così concluso il nostro incontro, mi ha detto di salutargli la Cina e ci ha lasciato con un sorriso e lo stomaco pieno ricordandoci che: "Il giapponese-cinese è molto meglio del giapponese-giapponese". E se lo dice lui!
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