
In fase di adattamento temporaneo, cercando un futuro che sia fatto per noi, stiamo a poco a poco amalgamandoci con gli autoctoni, e questo mi crea crisi di panico notturne.
venerdì 20 febbraio 2009
mercoledì 18 febbraio 2009
Latin Lover
Vado a prendere Buzz allo scuolabus, attrezzata - come sempre - di bicicletta e merendina. Oggi e' una gironata speciale, visto che ho trovato i "loaker che bonta'" al nuovo supermercato giapponese. So che Buzz li gradira' e mi regalera' un bel sorrisone.
"Amore, guarda"
"Cosa hai portato per me?"
"I Loaker che bonta'".
Mi abbraccia forte "sei la mia mamma preferita".
Poi ci incamminiamo verso casa, lui sulla bici e io che lo raddrizzo e evito che finisca sotto una macchina (Buzz davanti alle auto si paralizza in mezzo alla strada "per farle passare").
Arriviamo al banco dei fiori, "mamma, vuoi un po' di quelli", dice il mio amore, indicando degli improbabili gigli.
"Amore, mamma non ha piu' soldini oggi, abbiamo gia' comprato i biscotti".
Ci pensa un po', poi "allora io prendo tutti i soldini dal mio Peppa Pig e te li compro tutti, tutti per te".
Come faccio io a non essere innamorata di questo piccolo uomo?
"Amore, guarda"
"Cosa hai portato per me?"
"I Loaker che bonta'".
Mi abbraccia forte "sei la mia mamma preferita".
Poi ci incamminiamo verso casa, lui sulla bici e io che lo raddrizzo e evito che finisca sotto una macchina (Buzz davanti alle auto si paralizza in mezzo alla strada "per farle passare").
Arriviamo al banco dei fiori, "mamma, vuoi un po' di quelli", dice il mio amore, indicando degli improbabili gigli.
"Amore, mamma non ha piu' soldini oggi, abbiamo gia' comprato i biscotti".
Ci pensa un po', poi "allora io prendo tutti i soldini dal mio Peppa Pig e te li compro tutti, tutti per te".
Come faccio io a non essere innamorata di questo piccolo uomo?
Lezioni di Grammatica
Voglio solo tenerla e non fare caderla (parlando di sua sorella).
Me vuole vare nel dark dark bosco! (parchetto di alberi di canfora vicino al lago).
Mamma, dove quella pink cosa (il pongo)?
Me vuole vare nel dark dark bosco! (parchetto di alberi di canfora vicino al lago).
Mamma, dove quella pink cosa (il pongo)?
martedì 17 febbraio 2009
Un'altra sull'Ayi.
Piove. C'e' vento e fa freddo. Torno a casa dal mercato della frutta e della verdura, con Streghetta imbacuccacta che neanche la renna freddolosa di Babbo Natale. Smarties, la nostra super-Ayi, ci aspetta sulla soglia sorridente, tutta un dentone.
Entro e cerco di spiegarle che fare delle mille borsine, ma lei - non volendo sporcare il pavimento appena lavato, cerca di convincermi ad accucciarmi, stile "cinese durante riunione importante". Reduce da una lezione di yoga, mi spazientisco quasi immediatamente e decido che faccio prima da sola, a mettere a posto la spesa.
"Tu guarda la bambina, in cucina faccio io".
"Ok".
Dopo un paio di minuti si affaccia sulla porta della cucina Zia Nutella che, con un sorrido forzato, mi chiede: "che le hai detto, esattamente?".
"Di guardare la bimba mentre sistemavo di qui, perche'?"
"Perche' e' esattamente quello che sta facendo".
Esco dalla cucina, ed eccola qui - per forza che la chiamiamo Smarties! - le fa pure ciao con la manina, alla mia piccola. Ancora nel passeggino, sotto il celophan anti-pioggia e con la tutona da sci che, in fondo, le dona. Si, perche' ora ha le guancette paonazze, Streghina!
E poi mi chiedono come passo le mie giornate! Ragazzi! Tra una respirazione yoga e l'altra, mirando alla sopravvivenza mia e della stirpe!
Entro e cerco di spiegarle che fare delle mille borsine, ma lei - non volendo sporcare il pavimento appena lavato, cerca di convincermi ad accucciarmi, stile "cinese durante riunione importante". Reduce da una lezione di yoga, mi spazientisco quasi immediatamente e decido che faccio prima da sola, a mettere a posto la spesa.
"Tu guarda la bambina, in cucina faccio io".
"Ok".
Dopo un paio di minuti si affaccia sulla porta della cucina Zia Nutella che, con un sorrido forzato, mi chiede: "che le hai detto, esattamente?".
"Di guardare la bimba mentre sistemavo di qui, perche'?"
"Perche' e' esattamente quello che sta facendo".
Esco dalla cucina, ed eccola qui - per forza che la chiamiamo Smarties! - le fa pure ciao con la manina, alla mia piccola. Ancora nel passeggino, sotto il celophan anti-pioggia e con la tutona da sci che, in fondo, le dona. Si, perche' ora ha le guancette paonazze, Streghina!
E poi mi chiedono come passo le mie giornate! Ragazzi! Tra una respirazione yoga e l'altra, mirando alla sopravvivenza mia e della stirpe!
sabato 14 febbraio 2009
Educazione all'Inglese.

Vivo il mio ruolo di genitore accanto all'anti-Mary Poppins, il Pulcinella del sistema educativo internazionale, l'uomo dal NO teoretico che poi ti trovi legato alla seggiola e pitturato da indiano alla prima uscita. Non aiuta il fatto che l'elemento da educare (e per ora parlo al singolare perche' - a parte qualche mal di testa nelle ore notturne - Streghetta e' una fatina) abbia lo stesso potere di una medicina contro i vermi, e' vero. Pero', tanto piu' che ci troviamo come figlio la reincarnazione di Giamburrasca, mi aspetterei un minimo di supporto dalla mia dolce meta'.
Papa' Gambalunga in generale:
Oggi siamo stati in questo nuovo centro commerciale fantastico sul lago, in cui e' stato aperto un "Family Kingdom", un luogo a meta' tra la sala videogiochi e il lunapark, con tanto di zona dinosauri che ovviamente ha affascinato il nostro piccolo scienziato. Buzz e' stato lasciato libero di scegliere tutte le giostre su cui voleva fare un giro, e la sua ultima richiesta e' stato il recinto con scivoli, vasche di palline, carrucole e gonfiabili. Ho lasciato il papa' in sorveglianza e sono andata in ricognizione per scoprire se ci fosse qualcos'altro da visitare in giornata.
Al mio rientro, all'incirca venti minuti dopo, P.G.L. era appoggiato alla ringhiera con lo sguardo perso nel vuoto, che fissava un angolo in cui Buzz non era presente, visto che l'ho subito sgamato all'estremita' opposta del parco giochi, intento a rivendicare scivolo e carrucolina sbraitando in cinese "Tocca a meeee!".
Al mio rientro, all'incirca venti minuti dopo, P.G.L. era appoggiato alla ringhiera con lo sguardo perso nel vuoto, che fissava un angolo in cui Buzz non era presente, visto che l'ho subito sgamato all'estremita' opposta del parco giochi, intento a rivendicare scivolo e carrucolina sbraitando in cinese "Tocca a meeee!".
"P.G.L., per favore, prendilo che andiamo. E' tutto sudato."
"No, ti prego, va te..."
"Perche'? Ammetti di essere il cuore di panna della famiglia?" chiedo, sorridendo in moo ironico.
"No. Io sono bravissimo a dare regole. Solo... beh, solo che a me non ascolta!"
Papa' Gambalunga e l'alimentazione:
P.G.L. e' fissato. Anche io sono fissata, ma essendo donna e capendo che non viviamo sotto una campana di vetro, so che posso dare ai miei figli un'alimentazione corretta all'80-85%, ma l'incontro con le "boiate" avviene, prima o dopo. E nulla e' piu' appetitoso di quanto e' proibito.
Buzz mangia torte e budini fatti in casa, beve litri di latte e adora la sua mela grattugiata, ma ogni tanto ci facciamo un Cornetto o - quando si esce in bici - puo' scegliere un pacchetto piccolo di biscotti come premio per essere il mio amore grande.
Questo P.G.L. non lo deve sapere. Lo immagina (forse), ma e' una di quelle cose che non si discutono. Noi si va a Mac Donalds per giocare sugli scivoli e si ordina il toast con lo yogurt, quindi la coscienza in pace ce l'abbiamo, ma al papa' meglio raccontare altro.
Poi mi arriva a casa con Buzz con al dito un anello con diadema di ciuppaciuppa tossicissimo che lascia la lingua blu e rossa.
"E quello da dove viene amore?" faccio io, sorridente/.
"E quello da dove viene amore?" faccio io, sorridente/.
"Me lo a preso il mio papone".
"Non dire niente, non dire niente. Sono cose toooossiche! Tutto zucchero! Stranocivo. Anzi, toglielo. Buttalo nella spazzatura".
Premetto che io le caramelle le comprero' due volte l'anno e di certo prediligo una qualita' assolutamente superiore alla suddetta mercanzia, ma... ma come si fa a comprare un ciuppaciuppa e poi entrare in casa e arrabbiarsi con me che non c'ero neanche perche' Buzz mangia roba piena di zucchero e - soprattutto - pretendere che io lo butti?
L'anellone e' in frigo. Il mio bimbo adorato sa che si puo' leccare solo una decina di volte al giorno e accetta benissimo questo compromesso.
E' andata un po' peggio stasera quando, dopo che Buzz si e' divorato un'intera pizza al prosciutto e tre palline di gelato al cioccolato, P.G.L. in estasi amorosa gli ha chiesto abbracciandolo: "vuoi ancora un gelatone?".
Penso si sia reso subito conto del suo palso falso, la fronte imperlata di sudore, lo sguardo supplichevole rivolto nella mia direzione.
"Non mi sembra il caso che mangi un altro gelato, sta male veramente poi".
"Hai ragione, ho sbagliato", sussurra. Poi guarda suo figlio, "No, Tomas, non si puo'".
Lui, ovviamente, scoppia in una gnola infinita perche' non ha senso che gli sia stato promesso un ulteriore gelato e poi negato un secondo dopo.
"Peeeeeeeeeeeercheeeeeeeeeeeeeeeeee'????"
"Perche' mamma non vuole".
"Perche' mamma non vuole".
MA STIAMO SCHERZANDO? Ma ci rendiamo conto?
Io si, a volte me ne rendo conto. Mi si torcono le budella, conto fino a trenta, ma non migliora.
Salvo la situazione spiegando che con piu' di un gelato al giorno anche lo spazzolino non funziona e il dentista deve fare le punture perche' marciscono i denti e prometto di poter spingere il passeggino di Strega fino al taxi.
Salvo la situazione spiegando che con piu' di un gelato al giorno anche lo spazzolino non funziona e il dentista deve fare le punture perche' marciscono i denti e prometto di poter spingere il passeggino di Strega fino al taxi.
Che pazienza.
E infine: Buzz.
Perche' bisogna anche capire con chi abbiamo a che fare.
In bagno a lavarci i denti, questa sera, mi rifa' la lingua.
Ieri, per una cosa simile, non sapendo piu' come gestire le sue continue mancanze di rispetto, ho usato il vecchio metodo della pulizia lingua con sapone di marsiglia.
Buzz non ha gradito. Ha pianto e sputacchiato, quindi ha giurato che sarebbe diventato un angelo.
Buzz non ha gradito. Ha pianto e sputacchiato, quindi ha giurato che sarebbe diventato un angelo.
Angelo forse lo e', ma con tante marachelle sulla schiena che gli hanno spezzato le ali. Visto che non ha piu' ricommesso il delitto per cui e' stato punito, ho pensato di riutilizzare il metodo (o almeno ricordarglielo) anche questa volta.
"Ti ricordi ieri, che mamma ti ha lavato la bocca con il sapone. Eri felice?"
"No".
"Beh, sai che se la bocca e' brutta e sporca, mamma deve lavarla cosi' torna ad essere quella di un bimbo bello come te. Allora, sta facendo la brutta la tua bocca!?"
"Mamma, insomma. Se tu mi lavi la bocca con il sapone allora poi la mia bocca si rompe tutta... e sono certo tu non lo vuoi un bambino con la bocca rotta. O no???".
Ho riso alle lacrime, abbracciandolo forte. Il mio piccolino laureato in dialettica.
venerdì 13 febbraio 2009
Ode alle Ayi
Le ayi sono una schiera di Donne, spesso provenienti da zone inospitali e poverissime, che si occupano dei lavori piu' umili, ma senza di cui la societa' cinese ed expat non starebbe in piedi.
ADOTTA UN'AYI
Appena si arriva in Cina i discorsi degli altri espatriati sulla necessita' di "adottare una ayi" che stia con te tutti i giorni paiono assurdi: mia mamma ha una signora ucraina che in 2 ore due volte alla settimana tira a lucido la casa e si inventa persino lavori di giardinaggio e simili! Non e' che uno arriva in Cina e diventa un cesso, no?
No, non diventi un cesso, ma a volte impieghi anche mezza giornata a reperire generi alimentari di prima necessita' o a riattaccare luce o gas o acqua (si compra tutto con tessere prepagate, quindi si rimange inevitabilmente scollegati ogni tot mesi, a sorpresa!). Inoltre l'aria e' piu' sporca e bisogna continuare a lavare lenzuola e asciugamani... poi con Buzz asmina io ho anche le tende e i rivestimenti dei divani... e, vi assicuro, il tutto prende tempo. Soprattutto a Xiao Wang, che pensiamo stia mettendo su una setta in lavanderia, visto che e' chiusa dento il 70 per cento della giornata a fare non si sa che. Ma la casa e' pulita. Streghetta la adora. E io mi sento protetta e sicura (incosciente!) perche' sa dove andare a pagare le bollette, dove fare aggiustare una borsa, dove comprare le patate a prezzo buono.
AYIS ARE ALL AROUND US
Le ayi non fanno pero' solo le pulizie e non si occupano solo di bimbi. Di ayi siamo circondati: c'e' l'ayi che cura i fiori in giardino, quella che tira su i pezzetti di carta con delle enormi bacchette in strada. C'e' l'ayi che lava gli ascensori, quella che ti accoglie nel nuovo coffee shop strafigo con prodotti Alessi e deve ammettere che nessuno, li' dentro, sa in effetti usare la macchina del caffe'...
AYI FOR BABES
Alcune figure indispensabili nella mia vita di oggi gravitano nella sfera del piccolo Buzz, che - tanto per cambiare - sta prendendo malissimo il ritorno a scuola e si scioglie in lacrime ogni mattina di fronte allo scuola bus.
L'ayi del pianto e' una signora in carne, con i capelli tagliati a scodella e dei simpatici pullover gialli e arancioni. Il suo compito fondamentale e' girare su e giu' per l'autobus con una scatola di kleenex, asciugando occhietti e dando pacche sulla schiena dei poveri bimbi straziati dal distacco.
L'ayi della pupu' mi ha supportato nello spannolinamento del pupo in tenerissima eta', gli lava i denti dopo pranzo e lo aiuta a lavarsi le manine.
L'ayi dei baozi porta tutti i giorni succulente zuppe di tofu che riempiono il pancino del piccolo Buzz.
A tutte le ayi dedico oggi il mio post, perche' per quanto ne dica, senza di loro la mia vita sarebbe ancora piu' difficile!
ADOTTA UN'AYI
Appena si arriva in Cina i discorsi degli altri espatriati sulla necessita' di "adottare una ayi" che stia con te tutti i giorni paiono assurdi: mia mamma ha una signora ucraina che in 2 ore due volte alla settimana tira a lucido la casa e si inventa persino lavori di giardinaggio e simili! Non e' che uno arriva in Cina e diventa un cesso, no?
No, non diventi un cesso, ma a volte impieghi anche mezza giornata a reperire generi alimentari di prima necessita' o a riattaccare luce o gas o acqua (si compra tutto con tessere prepagate, quindi si rimange inevitabilmente scollegati ogni tot mesi, a sorpresa!). Inoltre l'aria e' piu' sporca e bisogna continuare a lavare lenzuola e asciugamani... poi con Buzz asmina io ho anche le tende e i rivestimenti dei divani... e, vi assicuro, il tutto prende tempo. Soprattutto a Xiao Wang, che pensiamo stia mettendo su una setta in lavanderia, visto che e' chiusa dento il 70 per cento della giornata a fare non si sa che. Ma la casa e' pulita. Streghetta la adora. E io mi sento protetta e sicura (incosciente!) perche' sa dove andare a pagare le bollette, dove fare aggiustare una borsa, dove comprare le patate a prezzo buono.
AYIS ARE ALL AROUND US
Le ayi non fanno pero' solo le pulizie e non si occupano solo di bimbi. Di ayi siamo circondati: c'e' l'ayi che cura i fiori in giardino, quella che tira su i pezzetti di carta con delle enormi bacchette in strada. C'e' l'ayi che lava gli ascensori, quella che ti accoglie nel nuovo coffee shop strafigo con prodotti Alessi e deve ammettere che nessuno, li' dentro, sa in effetti usare la macchina del caffe'...
AYI FOR BABES
Alcune figure indispensabili nella mia vita di oggi gravitano nella sfera del piccolo Buzz, che - tanto per cambiare - sta prendendo malissimo il ritorno a scuola e si scioglie in lacrime ogni mattina di fronte allo scuola bus.
L'ayi del pianto e' una signora in carne, con i capelli tagliati a scodella e dei simpatici pullover gialli e arancioni. Il suo compito fondamentale e' girare su e giu' per l'autobus con una scatola di kleenex, asciugando occhietti e dando pacche sulla schiena dei poveri bimbi straziati dal distacco.
L'ayi della pupu' mi ha supportato nello spannolinamento del pupo in tenerissima eta', gli lava i denti dopo pranzo e lo aiuta a lavarsi le manine.
L'ayi dei baozi porta tutti i giorni succulente zuppe di tofu che riempiono il pancino del piccolo Buzz.
A tutte le ayi dedico oggi il mio post, perche' per quanto ne dica, senza di loro la mia vita sarebbe ancora piu' difficile!
giovedì 12 febbraio 2009
Prima parola della Strega
Mi sono dimenticata di avvisarvi (anche se molti ne sono gia' a conoscenza): Streghetta da Natale sa dire Mamma e pappa (anche gnamgnam. Per il cibo troviamo gia' sinonimi). Un paio di giorni fa ci ha deliziato con il ciao-ciao della manina accompagnato da qualcosa che suona molto come "cia!".
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Non so se sono capace
Ci sono cose per cui uno e' portato. Poi ci sono cose dove invece fai schifo. Quando purtroppo fai schifo in cose importantissime, all...
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Piccolo Post da mamma sconvolta: Tomas si e' innamorato dei Teletubbies... e non ha neanche mai visto il cartone (ok, glielo ho comprato...
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