sabato 17 dicembre 2011

Tutto il mondo e' paese

Allo Sheraton di Malpensa, in attesa che PGL rientri per la pausa natalizia, punto i piedi in terra e decido che e' ora di farsi un bel massaggio.
Me lo merito, e anche se non me lo meritassi, tra poco e' Natale. E anche se non fosse Natale, io il massaggio lo faccio lo stesso.
La Spa dello Sheraton e' deliziosa, il personale educato e composto... se non fosse per le orchidee finte seminate sui vari vassoietti, potrei pensare di essere miracolosamente rientrata in Oriente.
La mia massaggiatrice e' rumena. Alta, mora, assolutamente aristocratica nelle movenze e nel modo di parlare. Mi coccola per un'ora, fa un paio di domande, io ne giro un altro paio a lei.
Ci troviamo a chiacchierare delle nostre esperienze "expat", delle coppie di mista nazionalita', del Natale e della crisi. Non parlavo cosi' con nessuno da tempo e mi sconvolge averlo fatto con una sconosciuta.
Deve aver sconvolto anche lei, perche' e' venuta negli spogliatoi ad abbracciarmi e darmi due baci.

Cioe', la massaggiatrice dello Sheraton mi ha abbracciata e baciata.
Come una vecchia amica.
O un'amica nuova che vorresti invecchiasse con te.

Tutto nello spazio di un'ora.
Con la promessa di tornare a trovarla.

Perche' tutto il mondo e' paese, e credo sempre di piu' al flusso di anime che ogni tanto si riconoscono.

The end. Buona notte a me.

lunedì 5 dicembre 2011

Il vortice di Natale

Sono in piedi di fronte al vortice del Natale e non ho il coraggio di buttarmici dentro.
Stamattina ho scioccato le mamme di Polpe con l'ammissione di non aver fatto ancora nulla e di non aver acquistato ancora niente.

L'albero di Natale e' montato ma non decorato, i bambini hanno materia prima per centinaia di lavoretti  e scatoloni di pittura a dita e fiocchetti coprono la superficie della mia sala da giorni. Non riesco nemmeno a pensare ai regali che mi viene un nodo allo stomaco.
PGL potrebbe non essere qui.

E' un Natale strano, per gli Sgarrupini.
Strano aver finalmente una casa ma non essere una famiglia.
Strano aspettare Santa Lucia a Brescia e non in qualche luogo perduto del globo. Strano non star discutendo di date e spostamenti da una parte all'altra dell'Europa.

Io dal Natale quest'anno non mi aspetto nulla, anche se un paio di desideri picco-piccoli ce li avrei.
Vorrei tempo. Per me e per le persone che amo.
Un paio di scarpe senza buchi (sono messa malissimo) e magari un cucciolo da coccolare.
Vorrei anche due progetti per il futuro, e i colpi di sole perche' mi stanno spuntando capelli bianchi a gogo'. Infine vorrei svegliarmi con PGL e vedere i bambini che spacchettano ansiosi, e poi stare seduti sul divano a guardare le lucine con un bicchiere di mulled wine tra le mani.

I miei piccoli marziani le idee le hanno abbastanza chiare e compilano liste su liste, dividendo compiti tra Babbo Natale e Santa Lucia, che cosi' vecchierella e poverina non puo' trasportare troppi giochi.

Buzz continua ad essere scientifico e "antico" come dice la nonna.
Vorrebbe un formicaio vero, un esperimento sull'Egitto, dei libri sulla natura, un mappamondo e un mappastelle. Ieri in un impeto di bambinismo ha fatto il diavolo a quattro per una macchinina telecomandata e magari una fionda.

Streghetta e' partita in quarta con le bambole vampiro che fanno paura. Poi - perche' no? - una valigia piena di trucchi e - per la modica cifra di 90 euro - Toffee, il pony tutto fare.

Non c'e' via d'uscita. Sento che dovro' cominciare a prendere sul serio le feste.
O qualcuno ha un piano magico per fuggirle a pie' pari?

lunedì 21 novembre 2011

RIFLESSIONI A BASSA VOCE

Ho riflettuto e realizzato che non ho perso la vena creativa. Io continuo a produrre. Produco commenti taglienti, considerazioni piene di humor su quello che mi capita tutti i giorni. Il problema e' il tempo. Dannato tempo. 
Arrivo a sera che sono un cencio.
Un vero cencio.
Mio fratello mi ha chiamato ieri sera alle 20:30 ed e' rimasto sorpreso che fossi a letto. Ma come? I bambini dormono e tu segui gli orari dei bambini? 
Ebbene si.

Sono uscita sia venerdi' che sabato sera per rivendicare il MIO TEMPO PERSONALE, e domenica non riuscivo a stare in piedi. Nessun postumo di sbornia, al massimo due sensi di colpa per aver mangiato tagliata di canguro.
Ma non ho piu' l'eta'.

Il problema e' ora come recuperare l'energia necessaria per non perdere questa pagina di diario che mi ha accompagnato negli anni... come rendervi partecipi:

... del canguro che si infila tra i denti facendomi porconare mezza serata...

... che non sia giusto passare un'estate con un marmocchio attaccato al costume e quando lo rivedi dopo vent'anni non potere chiedere un BUONO per passare tu un'estate attaccata al suo costume (ops)...

... che anche a Polpe town si festeggia il Ringraziamento e Don Emanuele ha benedetto prodotti agricoli e trattori dopo Messa, suscitando l'ilarita' dei miei demoni 

"Mamma, ma che li benedice a fare che non possono neanche fare il segno della croce?"

... che certi amici non cambiano mai, e mai vorresti che cambiassero...

... che una sera tra ragazze e' meglio che una cura per il sistema autoimmunitario...

... che quando uno riparte, e' meglio che riparta da se stesso...

... che sono ora la maga delle torte bresciane?

Mi attacchero' un chip al cicotto per aggiornarvi in tempo reale. Mi pare l'unica soluzione possibile.


lunedì 24 ottobre 2011

Confusione

Non ingrano. Non decido e non ingrano.
Sono qui ma non sono qui.
Mi godo feste popolari e giro per la mia casa come fosse un castello fatato, ma la mia mente vola.
Vola in paesi lontani.
Sogna di camminare a piedi nudi sulla spiaggia. Di imparare a cucinare un curry decente, di aver tempo per sedersi a bordo parco giochi a sentire quella malinconia assurda di quando vuoi essere a casa e mangiare una piadina.
Amo la mia vita italiana, ma per assurdo la amo ancora di piu' da lontano, condita di magia e malinconia.
Voglio stare qui per sempre ma poi mi dico la vita e' una, caspita, e c'e' cosi' tanto da imparare.
Sto arrivando alla conclusione che forse - se e' vero che ognuno nella vita deve seguire un progetto - il mio sia di imparare, viaggiare, conoscere e sperimentare luoghi e modi di vita diversi.
Ogni volta una sfida, ogni volta adrenalina.

Ricordo ancora quando ho mollato Pechino per Shanghai: l'ho fatto perche' se non l'avessi fatto Pechino sarebbe diventata troppo "casa" e non potevo fermarmi a Pechino, con tutto il mondo che scorreva fuori ad aspettarmi.

Sono confusa.
Non so cosa voglio e mi viene chiesto di decidere.
Odio decidere.

Vorrei avere 5 anni e che la mia mamma decidesse per me.

Aiuto!!!

lunedì 19 settembre 2011

Quei giorni

In quei giorni, che nel mio caso sono la settimana prima di quei giorni, le donne dovrebbero essere lasciate stare. Raggomitolate sul divano. A disfare e fare cassetti. Piene di coccole e cioccolato.

Tutto il resto non fa bene, in quei giorni.

giovedì 15 settembre 2011

Sopravvissuta.

La mia giornata e' cominciata alle ore 1.36 di notte.
Ebbene si, la scuola ci agita e psicomatizziamo con sangue dal naso la notte e tanto bisogno di coccole.
"Per lo meno stai dal tuo lato".
"Non capisci, se sto 'tacato faccio i sogni belli. Vedi: 'tacato - uomo che scia. Non 'tacato - un mostro si mangia l'uomo che scia. Devo stare 'tacato".

Dormo quello che posso, accendo la luce per segnare un paio di appunti, arrivano l'alba, la sveglia, la Strega. Comincia un giorno nuovo. Il terzo giorno di scuola.

"E i quaderni piccoli?"
"Quali quaderni piccoli?"
Pianto.
"La maestra ha detto che ho bisogno di due quadernetti, buuuuu....".
Alle 6.45 del mattino e' un'informazione molto utile.

Accendo computer e skype per prepararmi ai problemi quotidiani, che per una questione di privacy aziendale devo tralasciare, mentre nulla mi vieta di sottolineare che da una settimana sto riprendendo i gastroprotettori perche' lo stress mi ha spaccato lo stomaco.
Colazione.
Vestiti.
Strega oucia i piedi in piscina.
Ri-vestiti.
Urla di mamma, non si trova Giraffe Kay, che e' indispensabile per sanita' mentale della Streghetta.
Giraffe salta fuori da sotto il divano, sono le 8.15, viviamo ad un secondo dalla scuola e riusciremo di sicuro ad essere gli ultimi.
Passeggino, spazzatura, urla.
Bambini che rotolano giu' dalla discesa polpenazziana, arriviamo al suono della campanella.
Fuori uno.
Altri cento metri in ripida discesa con il passeggino e la pattumiera, che mi sono dimenticata di buttare di fronte alle elementari, e sono all'asilo della poppa.
Pare che la bambina sia inseritissima, come se ci fosse nata, al Maffizzoli.
Chiedo se allora potrebbero non farle fare 3 settimane di inserimento, visto che rischio la salute mia e della mamma.
Non possono.
Riprendo passeggino e pattumiera, che getto alla fine di una salita ammazza-fiato. Sono fradicia.
Corro in cartoleria e acquisto i quaderni, li porto a scuola. Vado a casa e recupero il computer.
Salto in macchina e comincia la mia giornata.
Non sono neanche le nove e avrei bisogno di una doccia e una seduta di ipnosi.

Al rientro ci sta banca, supermercato, garden center e cena. Passo anche l'aspirapolvere e travaso una pianta di aloe con tanto di argilla e rifiniture.
Annego l'unica lucertola rimbambita nel bagnetto di Sophie e causo anni di analisi a mio figlio che la prende in mano pensando sia uno dei suoi mini dinosaurini di gomma.

La mia vicina e' messa peggio di me, arriva a casa alle sette e le si legge ogni minuto della sua giornata in faccia... li invito a cena.
A cena c'e' anche un merlotto che si auto-invita, scagazza dovunque e si va a nascondere tra le travi del soffitto in sala.

Risolviamo tutto, mangiamo e ce la ridiamo un po'.
Alle nove i bambini sono a letto, mi manca solo la cucina e una lavatrice.

Per l'ennesima volta rimando lo stiro. Lo faccio ormai da un mese... ma mi sono resa conto che le lenzuola vanno bene anche un po' stropicciate, oh no?

Meglio buttarsi a letto con un sano libro e sperare che nulla accada fino al suono della sveglia.

"Notte.

mercoledì 10 agosto 2011

NOMI

STREGA
Tu come ti chiami, Laula?
Si. E tu?
Io no.

BUZZ
Perche' invece non mi avete chiamato BEN TEN?
Ben di nome e Ten di cognome?
No! BENTEN di nome, BENTENNISON di cognome.


Non so se sono capace

Ci sono cose per cui uno e' portato. Poi ci sono cose dove invece fai schifo. Quando purtroppo fai schifo in cose importantissime, all...