lunedì 17 novembre 2008

Ode al no. 12

A mio marito ho detto che ieri avrei voluto adottare un cinesino. In realta', io questo me lo prenderei come concubino immediatamente. Si chiama No. 12.
Non so nulla di lui, se non che ha degli avambracci favolosi, zero misericordia quando si tratta di puciarmi i piedi in acqua bollente e due pollici di acciaio. Sorride dolce con i suoi occhi a mandorla, e' gentile e finge che Buzz gli piaccia. Si preoccupa che la mia tazza di te' sia sempre colma e quando mi prende per mano chiama un supporto perche' si rpenda cura di Streghetta... si, perche' mi vorrei vedere a tenere in braccio Streghetta mentre lui mi tortura le braccia, mi scuote cosi' forte che la mia ciccia molle "ala di pipistrello" balla impietosa, ma poi fa 'sta cosa in cui mi tira il palmo della mano dai due lati e sento tutto un brivido salire fino alle spalle.
Ci vuole poco a rendere felice una expat sull'orlo di una crisi di nervi... e chiudo gli occhi e me lo immagino arrivare dopo cena, quando papa' e Buzz si chiudono in camera a dormire e a me fa male il collo e mi bruciano le gambe e mi sento un po' sola, un po' in panico e un po' con la voglia di cambiare il mondo e recuperare tutti gli attimi di pura felicita' e farne vita. Mi immagino di sedermi sul divano con i piedi immersi in una medicina cinese fetente a sessanta gradi mentre No. 12 mi tortura la schiena e poi le gambe.

Il massimo sarebbe che arrivasse pure Jennifer. Ma si, un bel triangolo Lau, massaggiatore e nail specialist. Le mie mani e i miei piedi ringrazierebbero, e io forse mi sveglierei la mattina meno in crisi nel vedere la mia immagine sgarrupata riflessa allo specchio.

Meno male che di tempo di osservare la mia immagine riflessa allo specchio ce ne e' poco.
Meno male.
Meno male che sono di corsa. Sempre.
Meno male che riempio le giornate fino a non avere un secondo per fermarmi a pensare.
Meno male che non e' oggi che devo dire chi sono e che cosa sto facendo della mia vita.
Meno male.

Oggi sono un po' stanca e un po' sfiduciata. Per nessun motivo in particolare, o forse per troppi motivi messi insieme.

Vorrei poter tornare ad essere come Buzz il cui problema piu' grosso e' che l'acqua gli entra negli occhi quando si fa lo shampoo. Vorrei avere come lui soluzioni innovative (Buzz fa il bagno con maschera e boccaglio. NON STO SCHERZANDO).
Vorrei un massaggio ai piedi, un bel cd di musica mista italiana di quelli che sa fare solo mio fratello e poi magari un appuntamento irrinunciabile, che ne so, un aperitivo in centro con gli amici o.

Meno male che c'e' qui mamma.
Meno male che c'e' qui la famiglia golosa che ferma la disperazione al pensiero che mamma fra un po' riparte.

1 commento:

  1. menomale veramente...ma quante volte lo diciamo in una giornata?

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